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Omissioni di atti d’ufficio. Denunciati tre ufficiali giudiziari

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Omissioni di atti d’ufficio. Denunciati tre ufficiali giudiziari

I carabinieri di Termoli denunciano il responsabile dell’Ufficio di notifiche e altri due ufficiali giudiziari.

Mattinata di straordinaria follia quella di mercoledì 19 dicembre nella sede distaccata del Tribunale di Termoli. In ballo 316 ingiunzioni di pagamento per conto del Comune di Termoli che gli ufficiali giudiziari si sono rifiutati di notificare, costringendo la responsabile del settore finanze del Municipio a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine. Come in una spy-story, sono piombati i carabinieri che hanno fatto accomodare nella gazzella il responsabile dell’ufficio notifiche Giovanni De Rosa e altri due dipendenti, portandoli in caserma.
termoli_g.jpg (Nella foto il centro storico di Termoli)

La storia è più complicata di quello che può apparire e si tinge di mistero: i 316 accertamenti da inoltrare ad altrettanti cittadini termolesi si riferiscono a tasse Ici e Tarsu non pagate negli anni precedenti per una cifra complessiva da record: più di 3 milioni di euro. E, tra gli evasori, figurano anche personaggi molto in vista in città (fra cui politici alcuni dei quali avrebbero un ruolo istituzionale) e qualche grossa azienda.
 
La dottoressa Cravero, che dirige l’ufficio finanze in Comune, va di buon’ora in via De Gasperi, dove c’è la sede termolese del Tribunale, per consegnare i bollettini agli ufficiali giudiziari. Sono loro, infatti, che devono protocollare e recapitare le raccomandate a casa dei cittadini. «Era tutto pronto – dicono dal Comune – e l’ufficio del Tribunale ci aveva dato ampie e precise garanzie di disponibilità». Tradotto in un linguaggio meno contorto, significa che l’ufficio di Giovanni De Rosa aveva assicurato che le ingiunzioni sarebbero state accolte e recapitate. Tutte, e subito.
Invece, quando la dottoressa Cravero arriva negli uffici giudiziari con in mano l’assegno da tremila euro (il corrispettivo delle spese di notifica) e le 316 buste già preparate con tanto di etichette e indirizzi scritti al computer in modo da ridurre il compito degli ufficiali giudiziari a un semplice viaggio fino alle Poste per consegnare i plichi: un affare da qualche decina di minuti. Ma Carmera Cravero va a sbattere contro un improvviso e inatteso rifiuto: «No, non possiamo notificare proprio nulla. Dovete pensarci voi» viene detto all’incredula dirigente, che chiede aiuto al coordinatore dei Vigili Urbani.
Quando però arriva nella ex Pretura, Rocco Giacintucci si sente rispondere la stessa cosa: «Le notifiche? Non le possiamo fare». I motivi addotti da De Rosa sono vari: lavoro pregresso, mancanza di personale, problemi per l’elevato numero di raccomandate. Ragioni che – malgrado gli accordi telefonici dei giorni precedenti – spingono il responsabile dell’ufficio di Polizia Giudiziaria a invitare, e pare anche bruscamente, i rappresentanti del Comune a presentare una richiesta scritta.
 
La richiesta viene fatta e la sua urgenza motivata dal “gravissimo danno erariale che si verrebbe a causare con il mancato inoltro delle notifiche” (3 milioni di euro, appunto). Se la somma non dovesse essere recuperata in tempi rapidi, quindi, il Comune non potrà inserirla nel Bilancio, con ripercussioni negative per il “patto di stabilità”.
Un rischio che di fatto viene corso visto che un’ora più tardi, quando la richiesta scritta approda sulla scrivania di De Rosa, lui non ne vuole sapere e si barrica in ufficio, rifiutandosi di accoglierla e adducendo come motivo la “chiusura dell’ufficio al pubblico” prevista per le 11.30. Una scusa giudicata intollerabile dagli esponenti del Municipio visto che erano in Tribunale fin dalle 8.30. E a  quel punto accade l’inevitabile: vengono chiamati i carabinieri.
I militari arrivano e dopo qualche primo accertamento caricano in auto, sotto lo sguardo allibito dei dipendenti, degli avvocati e dei ‘portaborse’ legali che affollano il Tribunale, il responsabile dell’ufficio di pg – cioè De Rosa – e un altro paio di ufficiali riottosi. Vengono interrogati dal capitano della Compagnia Fabio Muscatelli fino al tardo pomeriggio e alla fine denunciati per “omissioni di atti d’ufficio”. Inoltre vengono sequestrati i registri, in originale visto che l’ufficio non dispone di copie conformi.
 
Intanto, per garantire l’invio tempestivo delle ingiunzioni di pagamento e non perdere i soldi, il Comune di Termoli proverà a procedere con un decreto di nomina di personale interno (anche vigili urbani) con funzioni di ufficiali giudiziari. Ammesso che il regolamento lo consenta.
Ma il punto è un altro. Perchè un rifiuto tanto irremovibile e improvviso da parte di chi dovrebbe adempiere al proprio dovere? Tutto quello che si sa, per il momento, è che tra le 316 notifiche ce ne sono alcune scottanti. Riguardano “figure potenti o istituzionali”.

Tratto da  www.primonumero.it

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