Da Colle Alto a Pozzilli. Il Molise è destinato ad essere la discarica della Campania
Al via a Venafro la raccolta delle firme per chiedere la procedura VIA sull’inceneritore Energonut.
All’iniziativa promossa dal Comitato Valle del Volturno in due ore hanno aderito 500 cittadini, tutti sottoscrittori del documento con il quale si chiede di conoscere quali inquinanti saranno immessi in atmosfera dall’incenerimento dei rifiuti dell’Energonut e per valutare se questo secondo impianto (dopo il cementificio) sarà compatibile con la salute delle popolazioni locali.
“La gente ha aderito spontaneamente e in massa – sottolinea Pina Negro, presidente del Comitato – La raccolta delle firme continuerà nei prossimi giorni in tutti i comuni della vallata”.
La procedura VIA è obbligatoria per legge e dunque il Comitato Valle del Volturno chiede per quale ragione non viene attuata. “Cosa si teme a non fare questa procedura? – chiede Pina Negro – Perché le legittime richieste dei cittadini non vengono ascoltate da quest’azienda che a parole ha dichiarato di volerla fare? La preoccupazione nella gente è viva e anche giusta”.
(Nella foto i riuti abbandonati nelle strade di Napoli)
Intanto il Comitato Valle del Volturno sostiene che l’impianto Energonut farà parte di una filiera per risolvere l’emergenza rifiuti della Campania. “La multinazionale francese Veolia, che detiene il 60% delle azioni Energonut, si è proposta per la gara indetta dal Prefetto di Napoli per la gestione nei prossimi 25 anni dei 3 impianti CDR di Giugliano, Caivano e Tufillo e del termovalorizzatore di Acerra – ha dichiarato Pina Negro – Il Molise fa parte di una strategia più grande, decisa altrove? Certamente non possiamo far finta di non sapere che in Campania ogni giorno vengono preparate 2.200 ecoballe da accatastare non più e non solo a Villa Literno ma anche nel Molise, in attesa di essere smaltite. L’affare rifiuti della Campania è grosso. Il colosso Veolia, che da qualche mese si è unita all’Odeo, la più potente multinazionale dell’acqua – prosegue Negro – già oggi gestisce tramite la società Tecnoborgo, di cui ha il 49% del capitale, il termovalorizzatore della provincia di Piacenza e tramite la società Sigea gestisce la discarica di San Donà di Piave. Ora prepara il suo ingresso in Campania. Una situazione che desta viva preoccupazione – conclude Pina Negro – tanto che Alex Zanotelli in un appello lanciato il 19 dicembre scorso ha denunciato il rischio che Napoli e la Campania stiano per cadere nelle mani dell’alta finanza delle multinazionali”.
Insomma, dalle Ecoballe di Colle Alto all’impianto Energonut di Pozzilli, il Molise è destinata ad essere la discarica della Campania.

















