Energonut, i controllati diventano controllori
Il Partito Democratico di Venafro critica la nomina del Professore Giorgio Buonanno.
Il docente dell’Università di Cassino è stato designato dal Commissario del Consorzio Industriale di Isernia-Venafro, Fabio Ottaviano, per monitorare le emissioni dell’impianto Energonut. Per il Partito Democratico di Venafro si prospetta un conflitto d’interessi, poiché a dire di Mimmo Barile, consigliere del coordinamento cittadino del Pd, Buonanno è uno dei tecnici che hanno redatto il progetto dell’impianto.
(Nella foto Mimmo Barile)
“Come si fa a nominare tecnici professionisti che operano in un evidente conflitto di interessi essendo al tempo stesso controllori e controllati –scrive Barile nella nota inviata alla stampa – Dica il Commissario qual è lo scopo del protocollo di intesa che il Consorzio si appresta a sottoscrivere con la Energonut ed altri soggetti a noi ancora sconosciuti, il tutto per un valore di circa 150 mila euro come asserito dal prof. Buonanno in una recente assise civica al Comune di Venafro”. Barile incalza Ottaviano affinché si esprima in merito all’impianto Energonut.
(Nella foto Fabio Ottaviano)
“Non è assolutamente spiegabile la posizione assunta dal commissario del Consorzio Industriale – dice Barile – il quale, finora, si è ben guardato dal prendere posizioni atte a spiegare quanto siano effettivamente sicure le emissioni provenienti dalla Energonut. Il Commissario, che val la pena ricordare, è di nomina meramente politica, e quando dico politica – continua Barile – mi riferisco al fatto che egli è stato prima nominato perché in capo all’UDC, poi riconfermato perché vicino a Forza Italia ed infine riconfermato perché aveva aderito a Progetto Molise, il che denota la sua incertezza, definiamola così, nel sentirsi legato a questo o a quel partito, si è solo attivato per incaricare un pool di tecnici al quale è stato affidato il compito di verificare se siano effettivamente nocive le emissioni della Energonut. Nulla invece ha fatto per chiedere alla Energonut di adeguarsi agli standard nazionali passando attraverso la Valutazione di Impatto Ambientale – conclude Barile – come giustamente richiesto dal Wwf, dal comitato Valle del Volturno e da tantissimi cittadini i quali si sentono insicuri e timorosi per la propria salute”

















