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Arriva la Befana e l’Udc mette cenere e carbone nella calza di Iorio

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Arriva la Befana e l’Udc mette cenere e carbone nella calza di Iorio

Si apre ufficialmente la crisi alla Regione Molise. La nomina di Sabatini fa traboccare il vaso.

Probabilmente il 5 gennaio del 2008 sarà ricordato come il giorno in cui si è definitivamente chiuso il rapporto politico (e forse anche di amicizia) tra Michele Iorio ed Aldo Patriciello. Infatti intorno alle ore 19 i vertici molisani dell’Udc hanno aperto ufficialmente la crisi politica alla Regione, chiedendo l’immediata verifica politica e sospendendo tutte le attività istituzionali in Giunta e nelle Commissioni. La riunione, nella sede del Partito, in Via Garibaldi a Campobasso, è iniziata alle ore 18. Erano presenti il Segretario Alberto Montano, il gruppo regionale e l’Onorevole Aldo Patriciello. All’ordine del giorno: “Esame della situazione politica regionale”.
“L’incontro si è reso necessario alla luce del comportamento irrispettoso e di arroganza politica del Presidente Iorio, in risposta alle richieste di confronto democratico che l’Udc  ha più volte fatto nei giorni scorsi, chiedendo l’apertura di un tavolo politico per affrontare e discutere i grandi temi emergenti regionali – si legge nel comunicato inviato alla stampa – L’Udc prende atto che il Presidente ha continuato a procedere senza tenere in alcun conto la posizione che il partito ed il gruppo regionale avevano più volte espresso. Ultima prova è stata la destituzione immotivata e non condivisa da nessuno, del Presidente della Molise Acque Ingegnere Malerba che aveva dato ottima prova di buona amministrazione a gestione e a cui l’Udc esprime piena solidarietà”.
patriciello-e-iorio.jpg (Nella foto Aldo Patriciello e Michele Iorio festeggiano la vittoria alle Regionali)

Per capire cosa accade è necessario tener conto della successione degli avvenimenti. Alla vigilia di Natale l’Udc apre un confronto sul Piano Sanitario Regionale e tenta una mediazione con Iorio sul rapporto tra Azienda Ospedaliera Universitaria e strutture private. In gioco ci sono equilibri politici economici ed imprenditoriali estremamente importanti. Tuttavia la mediazione fallisce perché Iorio non cede e l’Udc annuncia che non voterà l’adozione del Piano Sanitario Regionale. Il Presidente della Giunta replica nella conferenza stampa di fine anno, utilizzando toni duri e fin troppo espliciti. Contemporaneamente il Consigliere Regionale Sabrina De Camillis (F.I.) definisce l’Udc “il Partito della sanità” ed il Gruppo di Forza Italia chiama in causa la Neuromed, l’Istituto di ricerca di proprietà della famiglia Patriciello. Infatti dopo la presa di posizione dell’Udc la Neuromed aveva diffidato il Consiglio Regionale e la Commissione ad adottare il Psr, una posizione che viene letta da Forza Italia come la prova del nove degli interessi convergenti.
La polemica cresce sempre di più e coinvolge direttamente la famiglia Patriciello che replica con una lettera firmata da cinque fratelli (non l’Eurodeputato) nella quale, tra l’altro, si parla di “politici che fanno gli imprenditori”. La risposta non si fa attendere.  Michele Iorio destituisce dalla carica di Presidente di “Molise Aacque” l’Ingegnere Malerba e al suo posto nomina Stefano Sabatini, Consigliere regionale a sua volta destituito da un ricorso al Tar di Gennaro Chierchia, che gli è subentrato nell’Assemblea Legislativa Molisana. Con la scelta di Sabatini Iorio mostra i muscoli all’Udc e fa capire che ha in mano altri voti per restare in sella. A tal proposito negli ambienti regionali già si parla di esponenti del centro sinistra pronti ad ammorbidirsi con “l’amico Presidente”. Come dire: uscire dall’aula al momento giusto; votare qualche provvedimento; non recare troppo disturbo al “manovratore”. L’atto finale è stato scritto dall’Udc nel giorno della vigilia della Befana. Poche righe su un comunicato stampa per riempire la calza di Iorio con tanta cenere e carbone.

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