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Molti messaggi di solidarietà per Celeste Caranci

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Partiti, associazioni, sindacati, esponenti politici ed il Presidente della Provincia di Campobasso.

Sono stati numerosi i messaggi di solidarietà indirizzati a Celeste Caranci, presidente del Circolo Arci di Isernia, vittima di un accoltellamento da parte di un giovane vicino all’estrema isernina. Subito dopo il fatto abbiamo segnalato i messaggi di Rifondazione Comunista, del Partito Democratico, del Partito dei Comunisti Italiani e della Federazione Emiliana della Federazione del Partito dei Carc (Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo). Sono quindi arrivati altri messaggi. Innanzitutto quello del Circolo Arci di Isernia tra i cui soci l’aggressione ha causato indignazione e dolore. “Già da vari mesi, sia la nostra sia altre organizzazioni, segnalavano alle autorità competenti la presenza ad Isernia di un gruppo di naziskin che ostentavano nell’abbigliamento svastiche e affiggevano manifesti inneggianti al fascismo – si afferma nel comunicato del Circolo Arci -Sono state fatte regolari denunce per le scritte minatorie anche sul portone della bottega dello stesso nostro presidente. Se il problema non fosse stato sottovalutato da parte delle istituzioni preposte e dell’opinione pubblica si sarebbe potuto evitare questo gravissimo episodio”. L’ex Consigliere Regionale del Prc, Italo Di Sabato, sostiene che “in questi anni sono aumentati a dismisura, fino ad assumere un carattere di orribile regolarità, le aggressioni operate da gruppi neo-fascisti e neo-nazisti ai danni di centri sociali, luoghi di aggregazione culturale, sedi politiche e persone di sinistra, migranti, gay, lesbiche, transessuali”. Ed anche Di Sabato sottolinea la sottovalutazione del fenomeno da parte delle istituzioni, delle forze politiche e in tanta parte della società civile. Solidarietà arriva dal Circolo Arci “Insieme” di Venafro il cui presidente, insieme a tutti gli iscritti, si dichiara scioccato per quel che è successo. “È vergognoso che nel 2008 succedano ancora queste violenze gratuite che non giovano nessuno, ma indicano solo il regresso in cui sono cadute le nostre realtà della provincia – scrive Nicola Iannarelli presidente del Circolo Arci di Venafro – A Celestino i nostri migliori Auguri di una pronta guarigione per tornare al più presto, insieme ai suoi amici dell’Arci, a diffondere la Cultura nella nostra realtà. Tiziano Di Clemente, Coordinatore regionale Partito Comunista dei Lavoratori, sostiene che si tratta di un’aggressione annunciata. “Già alla festa del Ds tenutasi ad Isernia nel settembre scorso era presente un gruppetto di teste rasate che faceva sfoggio di svastiche con “rinforzi” di loschi individui venuti da Roma – sostiene Di Clemente – Qualche settimana fa il compagno Caranci era stato oggetto di una violenta provocazione poiché aveva trovato la porta della sua bottega artigiana infestata dai lugubri simboli nazifascisti; tanto è vero che ci preoccupammo di verificare se era il caso di provvedere ad ogni eventuale tutela”. Nicola Valentino esprime la solidarietà da parte della Cgil. “Non sarà certamente il gesto di un balordo – sostiene il sindacalista rivolgendosi a Caranci – a sminuire la tua voglia di lottare pacificamente contro le ingiustizie e le diseguaglianze”. Per la Uil è segretario generale Giuseppe Minicucci ad intervenire per condannare ogni forma di violenza. Minicucci invia la solidarietà del sindacato a Celeste Caranci ma anche al fratello Cosimo, dirigente del sindacato. La Uil fa quindi appello alle lavoratrici, ai lavoratori e alla cittadinanza affinché facciano sentire la propria voce nei confronti di atti di violenta prevaricazione, ponendo in essere tutte le azioni di opposizione civile, legale e democratica. L’Associazione Culturale “I CARE” – Mi Preoccupa, Mi Riguarda, Mi Coinvolge che esprime la massima solidarietà. “Il grave episodio, che non appartiene alla cultura e ai valori del nostro Paese e della nostra Regione, non deve essere assolutamente sottovalutato scrive Paolo De Chiara, presidente dell’Associazione – Netta, infatti, deve essere la condanna verso determinate ideologie che hanno già dimostrato la loro violenza e crudeltà. La denominazione dell’Associazione si rifà al motto “J Care”, posizionato sulla parete della scuola di Don Milani a Barbiana – ricorda De Chiara – E’ il motto intraducibile dei giovani americani migliori: “Me ne importa, mi sta a cuore”. E’ il contrario esatto del motto fascista “Me ne frego”. (Lettera ai giudici). Proprio per queste ragioni – conclude De Chiara – continueremo a tenere alta l’attenzione su questi gravissimi e vili episodi di violenza”. Tra le Istituzioni l’unico messaggio arriva dal Presidente della Provincia di Campobasso, Nicola D’Ascanio, il quale, anche a nome dell’intera Amministrazione esprime forte solidarietà e vicinanza a Celeste Caranci e all’Arci di Isernia per la gravissima aggressione subita, che, a dire di D’Ascanio, pone una serie di interrogativi e problemi che vanno affrontati in tutte le sedi con serietà e senza sottovalutazioni. “E’ necessario denunciare e condannare con forza episodi ed atteggiamenti prevaricatori o violenti che tendono ad alterare il normale e sereno confronto politico ed ideale e a condizionare il diritto a libere aggregazioni sociali e culturali nella nostra regione – ha dichiarato il Presidente della Provincia di Campobasso – In questo momento l’augurio di pronta guarigione va a Celeste Caranci con l’impegno di mantenere alta l’attenzione affinché quanto accaduto ad Isernia costituisca un fermo monito contro la violenza”.  

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