Un Magistrato in più, specializzato in sanità
Domenico Lanciano, responsabile dell’Università delle Generazioni di Agnone, propone d’istituire la nuova figura professionale.
Riceviamo e pubblichiamo.
L’Università delle Generazioni di Agnone propone di istituire la “Magistratura Sanitaria” non soltanto a difesa dei cittadini ma anche degli stessi operatori sanitari, verso i quali non deve esserci mai alcun sospetto ma sempre completa fiducia. In cosa dovrebbe consistere e quali dovrebbero essere i compiti di una “Magistratura Sanitaria”? La Magistratura Sanitaria dovrebbe, intanto, essere un corpo della Magistratura ordinaria però esclusivamente specializzato in temi e problemi sanitari, costituito da magistrati laureati in girisprudenza e in medicina possibilmente in una apposita e speciale “Università della Salute” (aperta pure ad altri cittadini e ad altre figure socio- sanitarie ed educative). Questo settore super-specialistico della Magistratura dovrebbe “sovrintendere” alla salute dei singoli come della collettività, monitorando ed intervenendo adeguatamente su tutto ciò che ha a che fare con la piena tutela e la “preventiva” salvaguardia della incolumità pubblica e privata in tutte le attività umane e territoriali. Tra l’altro, bisognerebbe abolire le AA.SS.LL. (ormai superate dal tempo e dalle disfunzioni più clamorose) istituendo le “Sovrintendenze Sanitarie” organizzate in modo più cònsono alla contemporaneità ed al futuro in forte evoluzione scientifica ed amministrativa, nel contesto della globalizzazione che impone ritmi e competitività pure in questo delicato quanto importante settore della vita umana e sociale. Ad esempio, ogni Azienda Sanitaria Locale o Sovrintendenza Sanitaria dovrebbe avere un Ufficio di Magistratura Sanitaria per garantire i corretti procedimenti in ogni branca per evitare episodi di malasanità. In ogni sala operatoria e in ogni reparto ospedaliero e nei servizi territoriali dovrebbe essere presente, tra gli operatori sanitari o socio-sanitari, uno “giurato” che vigili sulla correttezza degli interventi medici-chirurgici o settoriali e tali figure “giurate” di garanzia devono scrivere la propria relazione nella cartella clinica di ogni paziente o in altri documenti ufficiali, rispondendo esclusivamente all’autorità giudiziaria sanitaria, che resta garante verso lo Stato, i cittadini e, in particolare, verso l’utenza interessata. Così, ogni settore di sicurezza sanitaria deve poter avere l’intervento diretto ed ispettivo della Magistratura Sanitaria, poiché soltanto così i cittadini possono sentirsi protetti e, ovviamente, cautelati pure gli stessi operatori socio-sanitari, i quali devono poter lavorare in piena serenità oltre che in “scienza e coscienza”. Conseguentemente, è chiaro che alla Magistratura Sanitaria devono essere affidati i TST – Tribunali Sanitari Territoriali (e Centrali), dove dibattere le controversie in tempi ragionevolmente brevi e in modo gratuito per l’utenza, riversando le spese sulla parte incombente nei procedimenti giudiziari. I recenti clamorosi episodi di cronaca delle morti sul lavoro, dell’emergenza rifiuti in Campania, delle morti negli ospedali (ad esempio quelli calabresi) e tutte le altre situazioni che mettono a rischio (ovunque e spesso in modo silenzioso o in clima di paure ed intimidazioni ambientali) la vita umana e del territorio … portano a cosiderare la necessità di correre ai ripari per difendere e salvaguardare i cittadini da qualsiasi pericolo. Secondo l’Università delle Generazioni di Agnone. non ci sono mezzi termini per fronteggiare le varie emergenze se non con un’efficace azione di massiccia e diffusa educazione socio-sanitaria soprattutto sulla sacralità della vita oltre che sulle più corrette metodologie preventive e, nel contempo, con l’istituzione di una efficientissima Magistratura Sanitaria che abbia tutto l’occorrente per una ormai non più rinunciabile “tolleranza zero” nell’evitare vittime in ogni settore della vita sociale (negli ospedali come sulle strade, sul lavoro come nella sicurezza pubblica anti- criminalità, ma anche riguardo le sempre più pericolose e ricorrenti contraffazioni alimentari o per gli innumerevoli e travolgenti inquinamenti e così via). La sacralità della vita umana e territoriale vale un impiego severo ed adeguato di risorse, ma anche sacrifici comportamentali, collaborativi ed economici da parte degli stessi cittadini (ad esempio una speciale tassa-salute e comitati territoriali di massima attenzione), persino nell’àmbito di un nuovo e più democratico “Contratto Sociale” cui aderire in cambio di maggiore sicurezza generale. Uno Stato che cerca di cautelare l’economia con il corpo armato della Guardia di Finanza può e deve cautelare, in via del tutto prioritaria e privilegiata, la sanità pubblica con un’apposita Polizia Sanitaria (che, ad esempio, inglobi pure gli ispettori del lavoro ed altre figure istituzionali ispettive e sanzionatorie) sempre e comunque al servizio di una Magistratura Sanitaria la quale però sia del tutto indipendente da qualsiasi istituzione politico- amministrativa, persino dal Ministero della Salute, che anzi, deve essere “controllato” da questa Magistratura posta a piena tutela della salute. E sulla salute (bene primario, indispensabile ed insostituibile, garantito dalla Costituzione e gridato dalla Natura) non si può assolutamente transigere. Infatti, su una “tolleranza zero” a proposito di salute sta piano piano maturando una sempre e più motivata (spesso vissuta sulla propria pelle) consapevolezza da parte dei cittadini … consapevolezza bene agevolata (ma anche promossa) oggi più che mai (è opportuno e giusto dire, con plauso), in particolare, dai mezzi di informazione che insistono, a vari livelli, su questi prioritari e vitali argomenti sociali.
Domenico Lanciano

















