Di Sabato: “Il Pd ha sdoganato la Repubblica di Salò”
La replica a Caruso e Scarabeo in merito alla manifestazione antifascista di Isernia
“Le dichiarazioni rese alla stampa da due importanti esponenti del Partito Democratico Molisano, Mario Caruso segretario provinciale di Isernia e Massimiliano Scarabeo consigliere regionale, i quali a riguardo l’aggressione al presidente dell’Arci Celeste Caranci tendono di sminuire l’accaduto e non ricondurre il vile agguato ad un’azione di matrice fascista, sono offensive verso le centinaia di persone che hanno manifestato sabato scorso ad Isernia la solidarietà a Celeste e per dire no al fascismo”. Questo è il pensiero espresso da Italo Di Sabato, ex Consigliere regionale di Rifondazione Comunista, il quale, attraverso una nota inviata alla stampa, sostiene che le affermazioni di Scarabeo e Caruso, che avevano invitato a non ricondurre a motivi politici l’aggressione a Caranci, rappresentano, tranne qualche voce isolata, un pensiero ricorrente all’interno del PD anche a livello nazionale. Secondo Di Sabato alcune mosse o dichiarazioni di esponenti di spicco del Partito Democratico non si possono spiegare altrimenti che con il motto “Gli dèi accecano coloro che vogliono perdere”.
“Basti pensare all’insistenza con cui Violante e Veltroni hanno contribuito a sdoganare definitivamente il fascismo mettendo sullo stesso piano i combattenti della Resistenza e i militi della Repubblica di Salò – ha dichiarato Di Sabato – Nelle altre democrazie occidentali, questo sarebbe impensabile. In Francia, Germania e Inghilterra, nessun governo, anche conservatore, si è sognato di rivedere il fondamento ideologico degli ordinamenti politici post-bellici, cioè l’antifascismo. E questo soprattutto perché uno dei problemi politici degli ultimi decenni è l’emergere di pulsioni fasciste e xenofobe in tutti i paesi europei”. Secondo Di Sabato in Italia ed anche in Molise la Resistenza è stata messa nel dimenticatoio e rispolverata il 25 Aprile per stanche celebrazioni, qualche corona di alloro, pochi discorsi prevedibili. “Eppure – prosegue Di Sabato – non è passato così tanto tempo da quando i nostri nonni hanno visto l’arroganza fascista derubare, picchiare, uccidere impunemente. L’aggressione a Celeste è sicuramente frutto di una cultura minoritaria e violenta, che però – conclude l’ex Consigliere Regionali di Rifondazione Comunista – grazie alle politiche securitarie (tanto care ai Sindaci del PD) con le sue “deportazioni umanitarie” della “caccia al diverso”, alle condizioni di precarietà generalizzata delle vite di tante/i, alla rimozione culturale, storica e politica del fascismo trova fertile terreno”.

















