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Ospedali, la “battaglia” arriva in Consiglio regionale

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Ospedali, la “battaglia” arriva in Consiglio regionale

Scarabeo (Pd) mette le mani in avanti: “ Il Ss. Rosario è una risorsa per la sanità molisana”.

Ed ora il momento più delicato. Quello che farà emergere la verità, mettendo in evidenza le posizioni, inducendo tutti ad assumere chiare responsabilità. Il Piano sanitario regionale sta per arrivare in Consiglio regionale per la definitiva approvazione. Dopo il via libera in Commissione, grazie all’accordo sottoscritto tra Forza Italia e Udc che blocca la crisi politica, mantenendo in piedi Iorio in cambio di qualche concessione a Patriciello, sul Psr bisognerà esprimersi nell’Assemblea regionale, avendo la consapevolezza che non è possibile la quadratura del cerchio. C’è da rispettare un piano di rientro dal deficit finanziario prodotto grazie alla “brillante” gestione nella sanità pubblica da parte dell’attuale governatore della Regione. Bisognerà, quindi, tagliare posti letto e unità operative.

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In questo ambito tre ospedali rischiano seriamente un profondo ridimensionamento, probabile anticamera della chiusura. I nosocomi di Larino, Venafro e Agnone saranno sacrificati sull’altare dei nuovi equilibri politici-imprenditoriali che prevedono due Ospedali pubblici a Isernia e Termoli ed uno semipubblico, a Campobasso con il Cardarelli trasformato in Policlinico Universitario. Poi due poli privati per l’eccellenza: Neuromed e Cattolica. Infine un ruolo centrale da assegnare alla Facoltà di Medicina dell’Università del Molise, che, grazie a Iorio, avrà la possibilità di gestire grandi risorse finanziarie e scegliere i medici che lavoreranno nel Policlinico. Tra questi ci sarà sicuramente Huscher, destinato anche ad una Docenza.  Ecco che va delineandosi il progetto che Iorio ha avviato nel 2001 con la riforma delle Asl, avvalendosi anche dei consigli della Bain & Company, per i quali rischia un rinvio a giudizio. Una strategia consumata a colpi di strappi e ricuciture con Patriciello, il quale è fortemente preoccupato per l’alleanza, sempre più evidente, tra il Presidente della Giunta Regionale e il Magnifico Rettore dell’Ateneo Molisano, il Professore Cannata. Ma c’è da sciogliere il nodo del Piano sanitario regionale. Il Consigliere regionale del Pd, Massimiliano Scarabeo, è il primo a mettere le mani in avanti, rivolgendo, ancora una volta, un caloroso appello affinché il Santissimo Rosario non sia inserito nel calderone dei tagli. Scarabeo pensa a casa sua e lo stesso faranno Marinelli per Agnone ed altri Consiglieri regionali per Larino.
“Il nosocomio di Venafro è un punto di riferimento non solo per l’utenza molisana ma anche e soprattutto per quella campana e laziale che in esso hanno trovato la giusta sintesi tra le professionalità del personale sanitario e l’adeguatezza delle strutture che ospitano i reparti – ha dichiarato Scarabeo – Tuttavia siamo in una fase che impone alla nostra Regione di rivedere verso il basso i numeri concernenti il tasso di ospedalizzazione delle nostre strutture, che risulta essere più elevato rispetto agli standard nazionali dettati dal Ministero della Salute. Oltre a ciò bisognerà ridimensionare il numero dei posti letto presenti nei nosocomi molisani, tagliandone un buon 20%. Tutto questo porterà necessariamente ad una ridistribuzione dell’offerta sanitaria, con un inevitabile accorpamento di servizi ed un altrettanto indispensabile ottimizzazione degli stessi. In un simile quadro evolutivo – prosegue Scarabeo – bisognerà tener conto di ciò che talune strutture sanitarie rappresentano per i territori in cui esse operano. In particolare, bisognerà focalizzare i punti di forza e quelli di criticità evidenziati nei diversi nosocomi molisani”.  Detto ciò il Consigliere del Pdc si augura che il Santissimo Rosario possa continuare ad essere un polo di attrazione e un punto di riferimento certo per un’utenza che, nel tempo, è andata via via crescendo a dimostrazione della bontà dell’offerta sanitaria che in esso viene erogata. “A tal proposito – conclude Scarabeo – in sede di Consiglio presenterò alcuni emendamenti che, sono certo, verranno tenuti nella dovuta considerazione dai colleghi consiglieri ai quali non sfuggirà l’importanza che il Ss. Rosario riveste in quanto operante in una delle aree a maggior concentrazione abitativa, zona di confine cui fanno riferimento moltissimi utenti extraregionali”. 

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