Trasferimenti di Bandelli e Muscatelli, vicende da chiarire
Michele Petraroia scrive al presidente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati.
Dando uno sguardo alle cronache giornalistiche che hanno riguardato due Carabinieri, il Tenente Antonio Bandelli, protagonista dell’indagine su Piedi d’Argilla, e il Capitano Fabio Muscatelli, protagonista dell’inchiesta sulla gestione della sanità a Termoli, sorge il dubbio che in Italia fare il proprio dovere fino in fondo non paga. C’è infatti un’anormalità nazionale che ha superato la barriera della logica. Parliamo di due Carabinieri, gente che rischia la vita per pochi spiccioli al mese, allontanati dal Molise dopo avere svolto indagini delicate. Addirittura Bandelli potrebbe essere processato per una presunta diffamazione ai danni di un suo collega. Muscatelli, invece, ha rimediato solo il trasferimento a Livorno. Il primo tentativo di allontanarlo da Termoli per mandarlo a Locri era fallito grazie alla forte reazione dell’opinione pubblica e la netta opposizione del Comandante Regionale dell’Arma. E’ andato a buon fine, invece, il secondo tentativo, quello frutto dell’ordine giunto dal Comando Generale. La motivazione non pare proprio una promozione. Infatti Muscatelli ha lasciato Termoli e il Molise per “Incompatibilità ambientale”. Dunque, la vicenda merita qualche chiarimento in più.
In questa direzione va la lettera che Michele Petraroia, Consigliere regionale del Pd, ha inviato all’onorevole Roberto Pinotti, presidente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati, e per conoscenza al presidente della Camera, l’onorevole Fausto Bertinotti, al presidente della Commissione antimafia, l’onorevole Francesco Forgione, al Comandante generale dell’Arma, Gianfranco Siazzu e al prefetto di Campobasso, Maria Elena Stasi. Nella lettera Petraroia sollecita un approfondimento, “in ogni sede”, per chiarire le ragioni dei trasferimenti di Bandelli e Muscatelli, aggiungendo che “tali provvedimenti, trasmettendo un messaggio sbagliato all’opinione pubblica”.


















VITTIME O CARNEFICI?
Il cittadino attento non deve lasciarsi suggestionare da giudizi, più o meno superficiali, su fatti e persone, ma deve formare il proprio giudizio, direttamente, sui fatti e sugli atti processuali che, spesso, i mass-media riportano integralmente ma, molto più frequentemente, commentano genericamente senza riferirne compiutamente il contenuto.
La Procura della Repubblica di Larino e il capitano Muscatiello sono stati i promotori e motori della c.d. inchiesta Black Hole; hanno operato arresti, ottenuto misure cautelari, nei confronti di professionisti, anmministratori pubblici e componenti delle forze dell’ordine.
La Corte di cassazione, in molti casi, ha censurato gli atti e le attività degli organi inquirenti.
I vertici dell’arma dei carabinieri, in coincidenza con la chiusura delle indagini Blake Hole, hanno disposto il traferimento del capitano Muscatiello per incompatibilità ambientale.
A breve la Procura della Repubblica di Larino chiederà l’archiviazione o il rinvio a giudizio nei confonti di coloro che sono stati sottoposti alle indagine per le cosiddette operazioni Blake Hole.
E’ probabile che molti imputati, che hanno subito illegittimi arresti e misure cautelari verranno assolte.
C’e’ da chiedersi chi risarcirà coloro che hanno subito una ingiusta detenzione.
I risarcimenti non saranno certamente pagati dal procuratore Magrone o dal capitano Muscatiello, anche nel caso in cui si accertasse che essi hanno erroneamente o scorrettamente esercitato i poteri loro attribuiti dalla legge.
Il capitano incompatibile, che sarà altrove, o sarà comandante dei vigili Urbani di Termoli, non risponderà certamente perchè le sue attività sono state sostenute ed avallate dalla Procura di Larino.
Il Procuratore Magrone, che sarà probabilmente senatore o deputato dell’italia dei Valori, non risponderà perchè i magistrati se sbagliano non pagano.
Ma chi pagherà allora eventuali risarcimenti?
Cari termolesi tutti risarcimenti che saranno riconosciuti a coloro che hanno subito ingiustamente misure restrittive li pagherà l’erario, cioè noi.
In altri termini tutti gli attori di una commedia devono avere il giusto riconoscimento ma sono gli spettatori che devono pagare il biglietto.
Antonio R.