“Caro Di Pietro, non esiste solo Iorio”
I consiglieri regionali di Pd, di Rifondazione, Sdi, Udeur e PdCI inviano una lettera al leader dell’IdV.
“Ben venga il rapporto tra vertici istituzionali, ma la Regione Molise non è solo il Presidente della Giunta”.
Questo è ciò che scrivono i consiglieri regionali di Pd, Sdi, Udeur, Rifondazione Comunista e Partito dei Comunisti Italiani in una lettera indirizzata al Ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro il giorno in cui nell’Assemblea legislativa Molisana viene bocciato l’ordine del giorno sulla Termoli – Sa Vittore prese tanto da tutta l’opposizione ad eccezione dell’Italia dei valori che poi in aula ha votato contro.
(Nella foto il Consigliere regionale Mauro Natalini)
“Nel formularle i nostri apprezzamenti per l’apporto dato al Governo di Romano Prodi, eletto dai cittadini italiani che si riconoscono nei valori e nei programmi del Centro-Sinistra – si afferma nella lettera inviata a Di Pietro – Le esprimiamo un ringraziamento sentito per la sensibilità mostrata a più riprese nei confronti degli atavici ed irrisolti problemi del Molise. La presenza nella compagine di Governo di un nostro corregionale è stato per noi motivo di orgoglio così come siamo soddisfatti che un Ministro del Centro-Sinistra ha seguito con costanza e impegno varie questioni del Molise, in difformità rispetto alla legislatura pregressa durante la quale il Governo Berlusconi ci ha pesantemente discriminati sulla gestione del post-terremoto, è stato distratto e distante”. Fatta questa premessa i consiglieri dei cinque gruppi del centro sinistra dichiarano di concordare sull’esigenza di dotare il Molise di infrastrutture più moderne con servizi più efficienti e maggiori opportunità di lavoro per i nostri giovani. “Riteniamo indispensabile sostenere un processo di crescita economica che rende più competitivo il sistema produttivo locale grazie ad una semplificazione istituzionale che proceda di pari passo col superamento delle clientele – prosegue la lettera – Non faremo passi in avanti se non affermiamo la cultura della legalità, se non riconosciamo il valore delle competenze e del merito, se non sollecitiamo il rispetto delle regole e una nuova etica pubblica incardinata sull’onestà e sulla responsabilità. Su queste basi L’Unione con un programma condiviso andò al confronto elettorale con l’On. Iorio il 6 novembre 2006. E la sconfitta alle amministrative non può farci mutare opinione in direzione di un generico fare che confonde valori, appartenenze, idealità e programmi e non sempre si concilia col rispetto delle regole democratiche e della legalità, come purtroppo dimostrano i molteplici procedimenti giudiziari in corso aperti sui principali esponenti molisani del Centro-Destra”. I cinque gruppi dell’opposizione dichiarano di concordare anche sulla necessità di raccordo rapido tra l’A 1 e l’A 14. “Quindi non sussiste un contrasto tra chi vuole un’opera utile alla Regione e un inesistente partito del No – sostengono ancora nella lettera – Restiamo convinti, però, che tale problema può risolversi in tempi più rapidi, risparmiando sui costi e con meno impatto ambientale, attraverso la realizzazione di un collegamento di tipo autostradale senza pedaggio secondo lo schema già in uso nelle Marche, in Umbria e altrove”. A dire dei consiglieri regionali di Pd, Rifondazione Comunista, Sdi, Comunisti Italiani e Udeur, si può procedere per lotti, dando incarichi tecnici e appaltando i lavori con gare di evidenza pubblica nel pieno rispetto delle normative nazionali e comunitarie in vigore. “Perché ci si è intestarditi in via esclusiva sull’Autostrada? Dov’è la differenza ?– chiedono a Di Pietro - Sicuramente i caselli rappresenterebbero un problema negli spostamenti interni al Molise ed il pagamento del pedaggio non agevolerebbe i cittadini. D’altronde gli unici due pronunciamenti del Consiglio Regionale del 16 settembre 2003 e del 6 dicembre 05 fanno riferimento ad un’arteria di collegamento rapido tra San Vittore e Termoli senza pedaggio. Quindi per quale ragione nel confronto istituzionale tra il Ministero e la Regione deve essere travalicato il Consiglio Regionale ? – chiedono ancora gli esponenti dei cinque gruppi del centro sinistra – Nessuno obietta che l’On. Michele Iorio è Presidente della Giunta e legittimamente esercita le proprie prerogative, ma questo mica può equivalere con l’annullamento delle funzioni della Giunta o del Consiglio. E’ come se su scala nazionale, per il solo fatto che l’On. Prodi era Presidente del Consiglio avesse potuto non tenere in alcun conto il voto del Parlamento della Repubblica. Ci pare che la crisi di queste ore dimostra esattamente il contrario”. Detto ciò i consiglieri del Pd, di Rifondazione Comunista, dell’Udeur, del Comunisti Italia e dello Sdi ritengono che sia chiarire “perché sul piano politico, l’Italia dei Valori, ha disconosciuto completamente il proprio schieramento in Molise fin dal primo giorno d’insediamento del Consiglio Regionale, quando venne firmata all’insaputa di tutti un’intesa sull’autostrada”. Inoltre i consiglieri dei cinque gruppi del centro sinistra chiedono perché nelle esternazioni del Ministro sul Molise ci sono sempre stati toni aspri verso L’Unione e in particolare nei confronti della Minoranza in Consiglio, nel mentre l’On. Iorio ammantato dalla sua carica presidenziale è stato coperto di elogi? Un leader di partito del Centro-Sinistra chiamato a fare il Ministro grazie al fare degli elettori dell’Unione ha il dovere di muoversi nel massimo rispetto istituzionale nei confronti di chiunque, compreso l’On. Iorio – prosegue la lettera – Ma contestualmente da leader di partito ha il dovere di sostenere con la sua formazione politica la costruzione di un’alternativa programmatica al governo regionale di Centro-Destra, magari tirando fuori dai cassetti romani gli esiti della Commissione d’Inchiesta sulla gestione del post-terremoto attivata da maggio 2007 in avanti”. Infine l’ultimo dubbio manifestato dai consiglieri dei cinque gruppi del centro sinistra: “A che serve costituire una società tra Anas e Regione per realizzare una strada che costa 3,5 miliardi di euro?”.

















