Sanità. Iorio vuole più soldi dallo Stato per spenderli “bene”
Per il Presidente della Regione bisogna rimodulare i fondi a seconda delle reali esigenze.
La teoria del Presidente Iorio è ormai chiara. Non è vero che nella gestione della Sanità regionale ci sono grandi sprechi dei fondi. In realtà è lo Stato centrale che sottostima le esigenze reali del Molise. Elargendo a gran mani questa “visione”, Iorio continua ad affrontare il tema della gestione del servizio sanitario e quello, ancora più delicato, relativo al deficit maturato nel settore. Deficit che ha raggiunto dimensioni tali da indurre lo Stato ad imporre un Piano di rientro che ha costretto la Regione a scrivere un Piano Sanitario chiamato di riordino ma che, in realtà, potrebbe essere definito “dei tagli”. Un Piano al ribasso perchè necessariamente orientato verso la riduzione dei servizi colpendo le aree economiche più povere del Molise. Una scelta necessaria per colmare i debiti prodotti proprio grazie a quella “visione” di Iorio fondata su una logica che prevede uno Stato che paga e una Regione che spende a proprio piacimento. Seguendo questa “visione” Iorio scarica le responsabilità sulle spalle degli altri (lo Stato che non eroga i finanziamenti necessari), per far dimenticare le proprie: gli sprechi causati dalla nascita di Unità Operative doppione; l’elargizione di consistenti risorse finanziarie ai privati senza un Piano Sanitario che razionalizzasse le prestazione; l’ indisponibilità a mettere mano all’organizzazione degli Ospedali per non toccare bacini elettorali decisivi per le fortune politiche. Una “visione”, quella del Presidente Iorio, illustrata nel corso di un convegno organizzato dall’Università del Molise sul tema: “Il Servizio Sanitario Nazionale: 30 anni e non li dimostra”. A dire di Iorio, fatta salva la necessità di rendere il Servizio Sanitario omogeneo sul territorio è necessario ed indispensabile differenziare le dotazioni finanziarie a seconda delle caratteristiche delle singole regioni. “Dobbiamo, ad esempio, partire da due condizioni essenziali – ha detto il Presidente della Giunta Regionale – la prima che vi è un’evidente sottovalutazione, a livello nazionale, della spesa sanitaria. E’ palese, infatti, che le nuove esigenze diagnostiche e curative, oltre che le singole prestazioni, abbisognano di corrispettivi economici adeguati. La seconda questione è, invece, la modalità di ripartizione dei fondi tra le singole regioni. Una metodologia che prevede l’assegnazione delle risorse in proporzione alla popolazione di ciascuna realtà regionale. È, dunque, altrettanto evidente, che una regione come il Molise, con la sua popolazione di 320mila abitanti viene ingiustamente discriminata perché parificata, in termini di finanziamento sanitario, ad un quartiere di una grande città. Non è necessario ricordare che i costi per il mantenimento di strutture ospedaliere e di presidi medici in 136 comuni sono completamente differenti a quelli di un’Asl di un quartiere di Roma o di Milano di pari popolazione”.
Ecco dunque che Iorio ritiene che sia necessario chiedere allo Stato centrale una rimodulazione dei fondi tenendo, in opportuna considerazione, le peculiarità territoriali demografiche e sociali di ogni territorio. “ La Regione Molise si trova in questo momento ad affrontare una fase di riforma del suo Sistema Sanitario – ha aggiunto il Presidente della Regione – Una riforma che sicuramente dovrà pensare, con interventi incisivi e concreti, a ridurre i costi inutili, ma non certo a diminuire la spesa destinata all’intero comparto sanitario”. Insomma, a proposito della sanità, nei ragionamenti di Iorio “virtuosità”, “buon governo” e, soprattutto, “assunzione delle responsabilità”, sono particolari trascurabili. L’importante è avere lo Stato (ovvero le tasse dei cittadini) che paga.

















