Frosolone. Ricorso contro la lista di Meffe
E’ stato presentato da Giovanni Cardegna alla Commissione elettorale circondariale.
Rappresentante del Movimento del Quadrifoglio e già candidato sindaco in occasione della precedente consultazione amministrativa, Cardegna sostiene che sabato 15 marzo, ultimo giorno utile per la presentazione delle liste, alle ore 11.55 i rappresentanti della lista “Uniti per Frosolone” si sono recati presso la sede comunale ed hanno rilevato che dopo il termine perentorio fissato dalla legge non era stata ancora presentata la lista che ha come candidata sindaco Giuseppina Meffe. A dire di Cardegna i rappresentanti di “Uniti per Frosolone” hanno chiesto inutilmente alla Segretaria comunale, Maria Teresa Miraldi, di verbalizzare il fatto.
“Inoltre è grave che sia stata presentata una lista composta da nominativi legati da stretti rapporti di parentela con alcuni componenti della lista ‘Frosolone verso il futuro’ – ha dichiarato Cardegna – come ad esempio Giovanni Piscitelli, fratello di Gennaro Piscitelli, Franco Colantuono fratello di Carmine Colantuono, Daniela Colaneri moglie di Gennaro Piscitelli, Luigi Mainella fratello di Lucia Mainella.
Vincenzo Pallante fratello di Quintino Pallante candidato Sindaco della lista ‘Frosolone verso il futuro’. E’ anche grave – prosegue Cardegna – che nella lista di Giuseppina Meffe sia indicato il nominativo di Angela Zampini, già designata Presidente di seggio nelle consultazioni amministrative del prossimo aprile”.
Comunque, al di là di queste considerazioni, Cardegna ha chiesto alla Commisione circondariale, sulla base di quanto previsto dall’art. 71 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (D. Leg. 18/8/ 2000 n.267): di accertare l’ora di presentazione della lista Meffe; di verificare il momento dell’apposizione del contrassegno di lista con relativa denominazione; di rilevare l’incompatibilità della candidata Angela Zampini con la nomina della stessa a Presidente di seggio; di verificare la correttezza di ogni altra operazione relativa alla lista Meffe (ivi comprese le firme dei sottoscrittori).
Pertanto Cardegna chiede di non ammettere alla competizione elettorale la lista di Meffe.
A dire di Cardegna si è arrivati al voto troppo presto rispetto allo scioglimento del Consiglio Comunale per effetto della scomparsa improvvisa del sindaco Lelio Pallante. “Che il clima non sia quello normale delle precedenti elezioni è un dato di fatto – sostiene Cardegna – La situazione avrebbe richiesto l’avvio di una fase amministrativa nuova e condivisa con l’opposizione. Un’amministrazione con una durata temporale limitata ad un anno, un anno e mezzo, per poi tornare alle urne. Ma si è risposto con un atteggiamento di autosufficienza – prosegue Cardeggna – e con la scelta di marcare la voglia di continuità amministrativa affidandosi comunque ad una persona che portasse il cognome della famiglia dell’ex sindaco. Questo automatismo di passaggio obbligato della funzione di Sindaco a un componente della stessa famiglia è inaccettabile sul piano democratico – sostiene ancora Cardegna - e deve preoccupare tutti i frosolonesi perché è la dimostrazione , se ce ne fosse stato bisogno, che la maggioranza, dalla quale è uscito il capogruppo Nicola Di Biase, non si è sentita in grado di esprimere una propria figura rappresentativa”. A parere di Cardegna non ci sono le condizioni democratiche partecipare ad una competizione elettorale a due mesi dalla scomparsa del Sindaco Pallante, “in un clima – conclude Cardegna – che non permette all’opposizione di poter sostenere con forza e chiarezza le proprie posizioni critiche sulle scelte fatte dalla maggioranza in due anni di amministrazione”.


















per la cronaca (e sopratutto per i non frosolonesi che certamente non conoscono nei particolari la situazione del paese), la schieramento a cui appartiene il Sig. Cardegna non è stato in grado (per dissidi interni e anche per il fondato timore di ricevere una sonora batosta) di presentare una propria lista. Il ricorso alla Commissione Elettorale, dunque, rappresente un ultimo, disperato, tentativo di ovviare all’incapacità ed all’incompetenza dimostrate dal predetto e dagli altri “leader” della medesima parte politica.
Cardegna…
tengo a precisarle che la lista Meffe è una lista fatta tanto per…evitare il commissariato, che lei forse tanto desiderava. Dunque, cosa importa che ci siano figli, fratelli, sorelle, mogli, mariti, zii, nipoti e …(chi più ne ha più ne metta)?
Si assuma le sue responsabilità, dica che non è riuscito a formare la sua lista e … non si arrampichi sugli specchi, perchè come direbbe un napoletano verace “acca’ nscjun è fess”.