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Regione. Tanti esponenti della maggioranza nel mirino della magistratura

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Si apre il dibattito sulla questione etica. Petraroia chiede che la Regione Molise si costituita nei procedimenti giudiziari.


L’ultimo, in ordine cronologico, è l’ex assessore regionale al Lavoro e alla Formazione ed attuale consigliere regionale di Forza Italia, Michele Picciano. Sarebbe indagato per voto di scambio e concussione nell’ambito di un’inchiesta che riguarda la concessione di alcune borse di studio fatte alla vigilia delle elezioni regionali del 2006. Ancor prima di Piacciano è stato l’assessore Vitagliano ad entrare nel mirino della magistratura nell’ambito dell’inchiesta sulla Turbogas di Termoli. E certo non si può dimenticare l’inchiesta “Bain & Company” che vede tra gli indagati il Presidente della Giunta Regionale Michele Iorio, per il quale la magistratura campobassana ipotizza il reato di concussione. E se poi nella lista inseriamo anche il Presidente del Consiglio Regionale, Mario Pietracupa, rinviato a giudizio per concorso in tentativo di truffa, abuso e malversazione in seguito all’inchiesta sul Centro di riabilitazione a Salcito, una vicenda comunque estranea all’attività politica, appare evidente che l’attuale maggioranza deve fare i conti con non pochi problemi. Il che porta Michele Petraroia a riformulare la richiesta alla Regione di costituirsi come parte lesa nei procedimenti giudiziari. Una sollecitazione avanzata il 30 gennaio 2008 ed oggi ancora più attuale, considerate gli ultimi sviluppi emersi in cronaca.
“Evidentemente sarà la Magistratura a fare il proprio corso, accertare e perseguire responsabilità penali in capo a singoli esponenti politici se ci sono – ha dichiarato Petraroia -   E nessuno intende far venir meno la presunzione d’innocenza fino a condanna passata in giudicato”. Tuttavia Petraroia pone due questioni. “La prima è che la Regione in quanto tale è tenuta a costituirsi nei procedimenti a salvaguardia della propria dignità istituzionale e per esercitare eventuali azioni risarcitorie  nei confronti degli amministratori condannati – afferma il Consigliere regionale del Pd – La seconda è che a prescindere dalle vicende giudiziarie si pone un tema etico. Non è mica normale che in Consiglio Regionale il gruppo politico più numeroso rischia di diventare quello degli avvisati, informati, interrogati o indagati ? Ci sono partiti politici che vedono anche i primi dei non eletti già coinvolti in procedimenti giudiziari in corso ? Come a dire che la patologia è cronica”. Petraroia non ha ricevuto riscontri scritti alla richiesta formale. “Ai molisani – conclude il Consigliere – non è dato sapere se per reati quali concussione, abuso d’ufficio, ecc. la Regione si è costituita o meno nei procedimenti in corso”.
 

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