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Paglione e 6 consiglieri provinciali del centro sinistra: “Solidarietà a Valente”

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“Un partito che si chiama Democratico non può essere intollerante verso il dissenso”.

Così si è espresso Candido Paglione, coordinatore e portavoce delle opposizioni nel Consiglio Provinciale di Isernia, intervenendo anche a nome di altri consiglieri dell’area politica del Partito Democratico.
Prosegue Paglione: “Quello che accade nel partito democratico molisano, in particolare nell’area venafrana, lascia quanto meno interdetti. La decisione di espellere uno dei fondatori del PD, Franco Valente, appare singolare e, per molti aspetti, grave.
Il PD è un grande partito, accoglie anime e sensibilità diverse. Nel suo DNA sono scritti i geni della tolleranza verso il dissenso che, vogliamo ricordarlo, è il vero sale della democrazia. Non è infatti, il consenso ad alimentare la pratica democratica: anche i regimi totalitari si basavano sul consenso, sia pure estorto. È proprio il dissenso, il principio di Voltaire invece, a forgiare le vere regole democratiche. Per questo chiediamo a Mario Caruso, coordinatore provinciale pro-tempore, di fare un passo indietro, di rifletterci e, soprattutto di pensare e agire autonomamente. La sua decisione è sintomo di intolleranza e foriera di danni ben più gravi per il neonato PD, tanto più perché presa in un contesto in cui il PD ha stipulato alleanze quanto meno discutibili, contro le quali Valente si è giustamente ribellato, a nostro avviso. Per queste ragioni – conclude Paglione – assieme ai consiglieri provinciali Gregorio Perna, Placido Cacciavillani, Igino Silvestri, Vincenzo Venditti, Ferdinando Carmosino e Aurelio Ionata esprimiamo tutta la nostra vicinanza a Franco Valente e riteniamo di condividere la sua battaglia per l’affermazione della democrazia e del diritto al dissenso, con l’auspicio di vedere in campo un Partito che non escluda nessuno, ma che, al contrario, possa accogliere tante sensibilità e porre le basi per essere il punto di riferimento per una moderna declinazione dei principi della democrazia partecipativa”.

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