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“Diritti sociali e civili: si apre una stagione terribile”.

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Le valutazioni di Italo Di Sabato, responsabile dell’osservatorio sulla repressione di Rifondazione Comunista

Riceviamo e pubblichiamo

La destra saldamente al governo, senza neanche le punture di spillo dell’Udc. Eliminata dal Parlamento la rappresentanza della Sinistra. Un successo considerevole del partito giustizialista di Di Pietro, alleato del Pd, e della compagine xenofoba della Lega. E’ il quadro sconfortante che viene fuori dalla consultazione elettorale del 13 e del 14 aprile.
Sprofondata in un inglorioso suicidio la breve esperienza di governo dell’Unione, priva di risultati la devastante giravolta del Partito Democratico, uccisa dalle defezioni e dalle astensioni la prima prova della Sinistra Arcobaleno, si apre un fase terribile (ben più drammatica di quella che ci si presentava nel 1994 e nel 2001) per coloro che si battono per l’affermazione dei diritti sociali e civili, per più ampi spazi di libertà individuali e collettive, per una vita democratica più piena, per l’affermazione di una sfera pubblica capace di intervenire nei processi sociali e per l’avanzamento dei ceti meno abbienti.
Il crollo del governo Prodi, che si reggeva su una traballante maggioranza, trascina con sé le forze che lo avevano debolmente sostenuto, con un impatto dalle dimensioni impreviste che lascia a bocca aperta, increduli e sgomenti, i rappresentanti delle aree politiche che componevano l’Unione. E mentre inizia, come è prevedibile, la resa dei conti (sia, con maggior vigore, nell’arcipelago che ha dato vita all’esperienza elettorale della Sinistra arcobaleno, sia nel Partito democratico che vede davanti a sé la prospettiva di cinque anni di opposizione), chi – nella società e nei governi locali – tutti i giorni deve fare i conti con la difesa dei diritti civili e sociali, continuamente calpestati, di tante fasce sociali marginalizzate e impoverite e con il tentativo di affermare e realizzare uno spazio pubblico cerca di comprendere come sollecitare una reazione, come evitare di farsi chiudere all’angolo, come tentare di difendere istanze ed interessi che rischiano di essere brutalmente travolti.
Forse ricercare le ragioni di una rinascita della sinistra significa innanzitutto, in questa situazione inedita e difficilissima, ripartire da questo legame che segna (invece di astratte identità) il senso dell’esistenza e della prospettiva di una forza di sinistra. Quale sarà la condizione dei lavoratori precari privi di prospettive e di tutela, quale sarà la condizione dei migranti costretti alla clandestinità o mandati a morire nei nostri cantieri, quale sarà il destino di coloro che affollano l’inferno carcerario ormai divenuto un contenitore delle miserie e delle emarginazioni, quale il futuro delle risorse ambientali, quale il destino della gestione pubblica dei servizi pubblici, quale il futuro della scuola pubblica? Una notazione ulteriore va fatta: tutte le forze presenti in Parlamento hanno fatto della cosiddetta “sicurezza” una loro bandiera, laddove per sicurezza – a dispetto dei dati non allarmanti sulla criminalità – si intende allarme sociale, negazione delle garanzie, concezione vendicativa della pena.
La composizione del prossimo Parlamento ci costringerà a riportare la battaglia contro le derive securitarie e giustizialiste in ambiti diversi, a creare cultura della tolleranza e delle garanzie, a ritessere un filo e un dialogo in ambiti sociali conquistati dalle parole d’ordine dei nuovi sceriffi conservatori e democratici. E non sarà facile. Le prospettive oggi appaiono nere, ma è dalle domande che nasceranno da coloro destinati ogni giorno a combattere con i problemi del salario, della sicurezza sul lavoro, della casa, del permesso di soggiorno e dalla capacità di determinare aggregazioni solide e risposte convincenti che può oggi rinascere la riscoperta di senso dell’agire della sinistra e di nuovi percorsi politici.
Nuovi percorsi di ricerca di convergenze che diano forza, risposte, tutele, rappresentanza, prospettive a tanta parte della società che oggi è schiacciata, emarginata, impoverita, sfiduciata
 
                                                                                                                                                                                   Italo Di Sabato

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