“Nasce a Venafro il partito Trans – democratico”
L’intervento di Franco Valente. “Adesso ‘cacciateci tutti’ dovremmo dire scimmiottando i ragazzi della Locride”.
Riceviamo e pubblichiamo
Ieri sera, all’Assemblea Regionale del Partito Democratico, Danilo Leva, reduce dalla vittoria della sua lista a Venafro, è stato preso da una sorta di isterismo trans-democratico.
Fino a che Augusto Massa sputava veleno per l’ignobile e scellerato patto ordito dai consiglieri trans-democratici del Volturno in accordo con la destra storica molisana, l’eroe di Fornelli stava in penoso silenzio. Ma non appena Massa, colto da una mistica esaltazione, ha inveito contro i Democratici che hanno votato per Di Pietro, il passista delle Mainarde è saltato sulla sedia esibendosi in un applauso liberatorio. Sembrava il prode Martino dopo aver sparato al cervo di Castelnuovo al Volturno. Poiché io ho la coda di paglia ho avuto l’impressione che applaudisse contro di me. Con quell’applauso sgraziato e fuori luogo forse si è sentito meglio, ma a me è sembrato che avesse fatto un karakiri trans-democratico.
I problemi sono venuti dopo.
Piano piano, sono cominciate le mazzate. Mazzate che hanno provocato la fuga di Massimiliano Scarabeo e del nobile serviente Mario Caruso che si erano appena affacciati in una sala psicologicamente ostile. Fuggiti come i pifferi di montagna che, venuti per suonare, furono suonati. Hanno capito (spero definitivamente) che nei partiti dove ancora sopravvive il senso della democrazia, chi non è in grado di affrontare la critica è bene che faccia le valige. Io so benissimo di aver peccato in questa campagna elettorale. Ma voglio avere la possibilità di chiarire la mia posizione che non è di tradimento. Prima di tutto perché dietro il mio gesto di protesta non si nasconde alcun disegno personale. Il partito deciderà la mia sorte. Ne sono consapevole. Uccidere è peccato, ma anche chi si ispira alla fratellanza cristiana ammette la legittima difesa. Ed io ho agito per legittima difesa. Scarabeo e Leva (ed il nobile serviente Caruso), gli inventori del Partito Trans-democratico, invece sono semplicemente meschini e gratuiti peccatori perché hanno tradito senza che nessuno li minacciasse. Non avevano alcuna necessità di tradire le regole che erano scritte con un inchiostro che ancora non si asciugava.
Scarabeo, Leva (ed il nobile serviente Caruso) hanno battuto ogni record: sono in assoluto i primi traditori del Partito Democratico. Dopo di loro e per colpa loro, due Democratici su tre nel Molise hanno votato Di Pietro. Adesso “cacciateci tutti” dovremmo dire scimmiottando i ragazzi della Locride. Credetemi: non ci caccerà nessuno perché siamo convinti che ora sia venuto il momento di costruire veramente il Partito Democratico. Insieme a Di Pietro e non contro Di Pietro, come ha istigato a fare la futura ex segretaria del Partito Democratico. Non appena Scarabeo e Leva (insieme al nobile serviente Caruso) andranno a presentare il conto alla congrega dei transessuali politici di Venafro (dove si apprestano ad un godimento contro natura per la concessione di un vicesindacato al loro Partito Trans-democratico) finalmente avremo liberato il partito da chi ritiene di potere avere una gratificazione popolare imbrogliando gli elettori. Non so se questo clima torbido creato da chi non ha avuto il senso morale di rispettare i principi etici che sono alla base del Partito Democratico possa essere depurato in breve tempo. Non credo che sia da scartare l’ipotesi da più parti sollecitata di una sorta di commissariamento che sicuramente non è un bell’inizio per un Partito che muove i primi passi, ma che altrettanto sicuramente potrebbe evitare uno snervante e deleterio stillicidio che ha cominciato a bucare la pietra.
Franco Valente

















