Regione. Il bilancio preventivo 2008 è cosa loro
Le rappresentanze Istituzionali, i sindacati e gli imprenditori protestano per la mancata concertazione
La Regione non ha rispettato il protocollo firmato il 19 marzo 2007 con le Parti Sociali che vincolava la Giunta ad un’azione concertativa. Così come malgrado la Conferenza delle Autonomie Locali dovrebbe essere coinvolta sul documento di bilancio ciò non è accaduto nemmeno per la manovra finanziaria regionale 2008.
“Il Consiglio Regionale che non ha alcuna responsabilità in merito e subisce un immotivato ritardo nella trasmissione dei documenti propedeutici – ha dichiarato Michele Petraroia Consigliere del Pd - si è ritrovato anche in questa occasione, sotto accusa per comportamenti omissivi, elusivi ed accentratori della Giunta Iorio”. L’esponente del Partito Democratico ricorda che la Prima Commissione è tenuta a convocare in audizione le rappresentanze istituzionali e sociali con l’intento di cogliere proposte emendative sulla Finanziaria. Quindi Petraroia condivide la protesta delle imprese, dei sindacati e degli Enti Locali che probabilmente ha indotto la Confindustria, la Confapi, i Costruttori Edili, le Organizzazioni del Commercio, della Cooperazione e dell’Artigianato a disertare le audizioni. “Non si può restringere il confronto sul Bilancio a poche ore senza carte né documentazione – afferma Petraroia - Deve terminare un modello gestionale che tiene nascosti numeri e riferimenti sul debito e sull’utilizzo delle risorse pubbliche”. Sul merito i rappresentanti dei Comuni, delle Province e delle Comunità Montane hanno rivendicato un modello istituzionale semplificato che assicuri pari dignità, trasferimenti di funzioni e di poteri. “C’è troppa confusione ed eccessivo accentramento in mano all’Ente Regione – prosegue Petraroia - I Sindacati e le Organizzazioni Agricole hanno sollecitato chiarezza sui non autosufficienti, sui settori produttivi, sulle politiche sociali e sui servizi nelle aree interne e rurali. Quel che manca è il perseguimento di un progetto di sviluppo condiviso. Mai costruito – conclude Petraroia – per permettere il prosieguo di una politica inadeguata del giorno per giorno.

















