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“La ‘ndrangheta non ha influenzato l’arrivo in Molise”

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Monsignor Bregantini replica alle parole pronunciate in carcere dal capo clan Pelle. Solidarietà da Confcooperative.

L’arcivescovo metropolita di Campobasso – Bojano era in Calabria per partecipare l’insediamento del suo successore Monsignor Morosini alla guida della Diocesi di Locri, quando le agenzie hanno diffuso la notizia relativa ad una frase pronunciata in carcere da Domenico Pelle. Una microspia posizionata dagli investigatori nella cella per carpire qualche informazione sulla strage di Duisburg ha registrato la seguente frase:  ”Deve cadere la Madonna e pure il vescovo Bregantini perché chi fa le cattive azioni va sempre avanti”. Secondo gli investigatori, Pelle si riferisce alla nomina, giunta alla fine del 2007, di mons. Giancarlo Bregantini, vescovo di Locri per 13 anni, ad arcivescovo metropolita di  Campobasso-Bojano.  Un chiaro riferimento ad un presunto trasferimento pilotato dalla ‘Ndrangheta per allontanare dalla Calabria il coraggioso Vescovo di Locri, protagonista di un impegno costante per liberare la Locride dalla presenza dei clan della ‘Ndrangheta. Monsignor Bregatini ha subito smentito l’allusiva frase pronunciata da Pelle sottolineando che la ‘ndrangheta non ha avuto alcuna influenza sul suo arrivo in Molise. “Le cosche – ha spiegato Bregantini -  non hanno e non avranno mai  un potere di pressione sulla chiesa”.

Intanto il presidente della Conficooperative Molise, Domenico Calleo, ha espresso la propria solidarietà a Monsignor Bregantini. “Sono esterrefatto delle intimidazioni lanciate, dalla Ndrangheta Calabrese, verso un pastore della Chiesa che impegna tutte le sue risorse per il bene comune – ha dichiarato Calleo -  L’opera del Vescovo Padre Giancarlo Bregantini nella Locride è la dimostrazione che il lavoro profuso in questi anni ha percosso le coscienze di gente malavitose che ogni giorno funestano la tranquillità di persone che cercano di vivere onestamente. Quale cittadino molisano che rappresenta con orgoglio la grande famiglia di Confcooperative Molise, esprimo tutta la mia solidarietà al Vescovo e sono pronto a dare il mio contributo per costruire nella comunità molisana le condizioni migliori per facilitare l’opera di S.E., che definisce rurale. Questo fatto di cronaca – prosegue Calleo – ci deve fare apprezzare la vita e far riflettere sul modello di vita molisano che oggi risulta essere ancora integro e genuino.  Il nostro ruolo di persone impegnate nelle istituzioni deve spingerci a difendere il nostro territorio dando testimonianza di onestà, di serietà e di attenzione verso le fasce deboli della nostra comunità: il sorriso di una persona che soffre vale infinitamente di più della ricchezza e del successo. In una società malata, che mostra le proprie debolezze e le proprie sofferenze, il ruolo di ognuno di noi deve significare la speranza per le nuove generazioni che ci guardano con attenzione ed assimilano dal nostro operato le basi per gestire il futuro”. Il presidente di Confcooperative Molise conclude ringraziando Padre Giancarlo Bregantini per aver testimoniato, attraverso le sue opere, “che il dono della vita è un diritto di tutti ed è nostro dovere difenderlo con impegno ed onestà”. 

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