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Riordino delle Comunità Montane, perplessità da Anci, Uncem e Upi

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La proposta della Giunta regionale prevede una riduzione da 10 a 6 con gli accorpamenti a due a due di quelle esistenti.

Si tratta di una bozza aperta al contributo delle Autonomie locali. Sostanzialmente Restano intatte quelle di Venafro (Volturno ) e Agnone ( Alto Molise ) che coincidono con i futuri distretti socio-sanitari. Le altre otto Comunità Montane sono accorpate a due a due, la Centro Pentria con la Sannio, La Matese con quella del Fortore Molisano, La Molise centrale con la Trigno Medio Biferno, la Cigno Valle Biferno con la Trigno Monte Mauro. Sono fuori dalle Unioni dei Comuni montani i Comuni della fascia litoranea che già’ oggi si sono costituiti in Unione dei Comuni del  Basso Biferno, circa 16 compresi i  due capoluoghi di provincia. Ora le rappresentanze di ANCI , UNCEM e UPI hanno espresso le proprie perplessità  sulla procedura utilizzata, ovvero un mero accorpamento di confini senza tener conto gli ambiti di riferimento oppure i naturali bacini di confluenza di interessi e di collegamenti. “Sulla necessità  di disboscare il pletorico apparato istituzionale di questa città regione con i suo 330.000 abitanti, 2 Province, 10 Comunità Montane, 13 Distretti sanitari, 11 Distretti sociali, 9 Unioni di Comuni, tutti si sono dichiarati favorevoli per agevolare il processo di Governance di questa nostra Regione – ha dichiarato Lorenzo Coia Coordinatore dell’Anci Piccoli Comuni -  Ci sono perplessità anche sulle procedure di nomina dei componenti dell’Assemblea e dell’esecutivo delle Comunità riordinate.  La finanziaria è in materia molto lacunosa. Alcuni hanno proposto la nomina del solo Sindaco o, in alternativa, la previsione dell’Assemblea dei Sindaci come organo di raccordo con i territori”. Il termine, imposto dalla finanziaria per evitare il commissariamento, è il 30 giugno 2008 e le Regioni si stanno dotando in fretta di leggi specifiche. L’Anci ha evidenziato la necessità  di rivedere l’impianto istituzionale del Molise a partire dall’emergenza delle Comunità  Montane, con una legge a sostegno dell’Associazionismo dei piccoli Comuni. “Parimenti abbiamo chiesto la quantificazione dei risparmi derivanti da questo riordino – ha aggiunto Coia – una diversa composizione delle giunte in rapporto alla dimensione dei Comuni aderenti, l’opzione per i Comuni di scegliere l’Ambito di riferimento”.

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