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Scuole Molisane, 215 posti a rischio

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L’Anci piccoli Comuni raccoglie le preoccupazioni dei sindaci e chiede che si apra un tavolo di confronto regionale.

Sono state le organizzazioni sindacali a lanciare l’allarme sulla base di una circolare ministeriale, la numero 19 del 2008, che prevede i tagli di 215 posti negli organici delle scuole molisane. I sindaci dei piccoli Comuni montani hanno manifestato la loro forte preoccupazione per le ricadute negative che deriverebbero dalla chiusura delle scuole. “Un colpo terrificante alla sopravvivenza di zone che già conoscono il drammatico fenomeno dello spopolamento”, hanno dichiarato i sindaci. Il Coordinamento piccoli Comuni dell’Anci – Molise chiede un confronto sull’attuazione della circolare ministeriale, affinché, al di là dei numeri, ci sia una ragionata ed attenta valutazione per l’impatto che avrà la razionalizzazione nelle piccole realtà. Ci si scorda che nelle piccole realtà le scuole oltre al servizio essenziale che forniscono, sancito dalla Costituzione, sono spesso l’unico presidio collettivo educativo e culturale – ha dichiarato Lorenzo Coia, Coordinatore dell’Anci piccoli Comuni – La loro chiusura mette a rischio la permanenza abitativa delle famiglie e delle giovani generazioni in questi borghi.  E’ in tal senso che le istituzioni hanno l’obbligo di effettuare una razionalizzazione su territori omogenei, con criteri meno sommari, escludendo dal calcolo i piccoli Comuni”. Detto questo l’Anci auspica che sia garantita la permanenza di almeno un corso funzionante in ogni scuola del primo ciclo educativo, tenendo presente situazioni di disagio nelle aree interne e montane nella definizione dei contingenti provinciali. Intanto Amalfitano, Coordinatore nazionale dell’Anci – piccoli Comuni, ha chiesto al Ministro per la Pubblica Istruzione “di intervenire presso gli uffici scolastici regionali, sospendendo temporaneamente le decisioni adottate e procedendo, nel pieno rispetto delle competenze dei diversi ruoli istituzionali, concertando con ogni possibile flessibilità gli interventi territoriali da compiere, individuando così le soluzioni appropriate e le alternative possibili”. Pertanto, a dire di Lorenzo Coia “l’apertura di un tavolo di concertazione sulla materia diventa cosa utile per garantire continuità ed efficienza nell’attuazione del servizio scolastico, attraverso la predisposizione di un organico funzionale che garantisca la concretizzazione del diritto costituzionale ad una buona e razionale scuola pubblica”.

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  1. Antonio De Cristofaro says:

    Cosa commentare? La scuola la fanno gli alunni e gli insegnanti.
    Io insegno a Casacalenda presso il liceo linguistico, l’offerta formativa dovrebbe attirare molti alunni dai comuni vicini ,ma si preferisce viaggiare fino a Campobasso o Termoli per andare non i una scuola migliore,ma per godere dei supermercati, dei centri commerciali , delle possibili nuove amicizie ecc. ecc. ,ma una piccola disposizione emanata dei comuni che possa incentivare “l’utilizzo” della scuola presente sul territorio, potrebbe davvero creare un polo di qualità.
    ADC

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