Pallante, pronto il movimento su misura
Sedotto e abbandonato da Iorio e dal Pdl, sceglie una strada solitaria. Intanto Di Giacomo e De Camillis ancora non si dimettono.
Ha detto alla stampa che dal 28 aprile non ha sentito nessuno e non ha avuto spiegazione sul perché Berlusconi abbia scelto il Molise. Poi ha aggiunto: “non sono io che vado via, sono loro che hanno a disposizione questa risorsa inutilizzata”. Infine ha annunciato: “Non lascio la politica, anche se questo pensiero mi ha sfiorato. Ho lavorato perché ci fosse un cambiamento politico e andrò avanti con questo movimento che si colloca nel centrodestra e che potrebbe essere o meno autonomo rispetto ai partiti. E saremo presenti ai prossimi appuntamenti elettorali. Il Comune di Campobasso e la provincia di Isernia”. Quintino Pallante non si fida più di nessuno. Ha deciso di fare da solo e camminare con le gambe di un movimento collocato nel centro destra, “autonomo o meno dai partiti” ma comunque con un solo riferimento chiaro: se stesso. Questo movimento avrà un peso negli equilibri politici? Oppure sarà per Quintino Pallante l’ultimo atto di un percorso iniziato molti anni fa, quando fu scelto dal centro destra per sfidare Marcello Veneziale alla guida della Regione? A quel tempo Iorio era dall’altra parte, mentre lui, Pallante, già aveva fatto una scelta di campo. Oggi Pallante non si fida più di nessuno e fa bene, visto ciò che è accaduto. A partire da Gasparri che ha fatto una tipica “mossa” alla Ninì Tirabuscio, chiamando Iorio e rilasciando dichiarazioni alla stampa locale per dire che a Pallante doveva essere riconosciuto il giusto risarcimento per la grande delusione ricevuta per colpa di Berlusconi. Iniziative che non hanno prodotto nulla di nulla, come tutti sapevano bene. Michele Iorio, invece, dichiarò, addirittura di avere chiesto per Pallante un posto di Governo. Ma probabilmente ha sbagliato a comporre il numero telefonico, visto e considerato che quando è uscito l’elenco dei sottosegretari il nome di Pallante non c’era, così come non c’erano quelli di Di Giacomo e De Camillis. Ed anche Alleanza Nazionale ha fatto pochino. A parte qualche dichiarazione di solidarietà da parte dei dirigenti, nessuna pressione concreta è stata fatta verso il Presidente della Giunta Regionale, anche perché una tale iniziativa avrebbe significato mettere in discussione gli equilibri in giunta ed i posti di sottopotere negli enti sub regionali assegnati ad A.N. Ed allora Pallante sceglie di correre da solo. Avrà pensato: “C’è riuscito Sandro Arco a farsi un partito su misura per diventare assessore, vuoi vedere che non ci riesce io?”.
Intanto stiamo per assistere all’ennesimo teatrino. Come è accaduto con Michele Iorio sarà necessario rivolgersi alla magistratura per indurre Di Giacomo e De Camillis alle dimissioni da Consiglieri e assessori regionali. Gli esponenti dell’opposizione, Petraroia, Romano, D’Alete e Cavaliere, hanno invitato i due neo parlamentari a rispettare la Costituzione: “Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o ad una giunta regionale e ad una Camera del Parlamento”. Dunque, l’invito a rimuovere l’incompatibilità evitando di costringere i cittadini a ricorrere alla magistratura. Ma probabilmente l’appello cadrà nel vuoto. Ed allora via al teatrino per poi arrivare, alla vigilia del pronunciamento del giudice, a dimettersi rapidamente.


















Forza quintino ti abbiamo votato e sostenuto sempre ed ora lo faremo ancora di più