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Udc commissariata. Montano: “Attendo di capire il perché”

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Udc commissariata. Montano: “Attendo di capire il perché”

“Offesa la democrazia e anche la dignità dei tanti che mi avevano affidato tanto onore e responsabilità”.

Il  terremoto questa volta è politico. Il passaggio (vero o presunto) di Aldo Patriciello nel Pdl avrebbe stravolto gli equilibri politici nell’Udc, tanto da ufficializzare una notizia che annuncia l’azzeramento dei gruppi dirigenti da parte di Lorenzo Cesa. Via Alberto Montano e dentro l’assessore Luigi Velardi, commissario del Partito. Al suo fianco ci sarà l’ex segretario regionale, Teresio Di Pietro.

 albertomontano.jpg (Nella foto Alberto Montano)

Intanto Alberto Montano manifesta tutta la propria perplessità e attende di capire il perché di un tale siluramento. “Apprendo attraverso agenzie di stampa e successive dichiarazioni rimbalzate sugli organi di informazione locale di non essere più il segretario politico regionale dell’Udc – afferma Montano in una nota inviata alla stampa – Mi appare sterile fare considerazioni circa l’inusitata procedura seguita da chi rappresenta il Partito in sede nazionale fuori da ogni regola statutaria e senza alcuna motivazione etica e politica. Attendo con curiosità di leggere una nota, una lettera, un atto che l’On. Cesa vorrà inviarmi, per comprendere quali ragioni, quali comportamenti politici o non, quali circostanze lo abbiano indotto ad assumere una decisione così traumatica e devastante per il partito nella nostra regione. Certo – prosegue Montano -  oggi provo un dispiacere profondo nell’animo, avvertendo come improvvisamente traditi la tanta fiducia, il senso di entusiasmo, la tensione emotiva e intellettuale, il vigore psicologico e anche fisico che mi spronava ormai da alcuni mesi a lavorare costantemente per ricostruire una organizzazione regionale e provinciale, per offrire una nuova fisionomia ed immagine al partito, per sostenere e difendere la linea politica dell’UDC contro coloro i quali, anche e soprattutto all’interno del partito, continuamente polemizzavano e minavano l’azione positiva che, grazie anche a dirigenti onesti e leali, si andava realizzando. Nonostante tutto, in attesa di comunicazioni che possano offrire un senso logico a tutto quanto avvenuto – conclude Montano – rimane offesa la democrazia e anche la dignità dei tanti che in un bel congresso di partito pochi mesi or sono avevano voluto a me affidare tanto onore e responsabilità, in un ruolo difficile che ho finora cercato al meglio di interpretare”. 

 Patriciello non può permettersi l’opposizione.

Ora ci s’interroga sul perché è accaduto tutto questo. Nessuno, a parte le solite “voci” e le solite “indiscrezioni”, è in grado di riferire cosa si sono detti Patriciello e Iorio quando il primo ha deciso di aderire al Pdl ed il secondo ha aperto la porta. Certo è che Patriciello non può permettersi di stare all’opposizione.

 iorio-patriciello_g.jpg 

(Nella foto Aldo Patriciello e Michele Iorio)

In più occasioni ha fatto il braccio di ferro con Iorio ma, senza mai rompere, ha solo cercato di ottenere qualcosa in più perché in gioco non c’è solo una posizione politica. D’altronde cosa si vuole rimproverare a Patriciello in un Paese che permette la sopravvivenza del più grande conflitto d’interessi d’Europa, ovvero un Presidente del Consiglio dei Ministri titolare di tre televisioni nazionali? Dunque, un matrimonio conveniente. Patriciello si garantisce un futuro politico ed extrapolitico e Iorio acquisisce e controlla una pedina elettorale importante in tutta la regione.  Certo, a pagarne le spese sarà soprattutto l’ex piddino Massimiliano Scarabeo che ora si ritrova a competere, in casa propria, con Patriciello. Accade spesso che  un nuovo matrimonio arrivi subito dopo un doloroso divorzio.  Ed infatti, secondo voci bene informate, Iorio ha già rallentato il corteggiamento serrato nei confronti del consigliere regionale Venafrano che oggi rappresenta una pedina secondaria nella strategia politica del leader del Pdl Molisano.

Dal Movimento per le Autonomie pronte le trasmigrazioni verso l’Udc?

Quali saranno le ricadute politiche di questo terremoto? Innanzitutto la possibile adesione di molti esponenti del Movimento per le Autonomie all’Udc. Via Patriciello si aprono praterie sconfinate per De Matteis, Chieffo, Di Bartolomeo.  Poi bisognerà vedere in quanti seguiranno Patriciello. Probabilmente saranno molti, poiché la linea “isolazionista” adottata da Casini non è piaciuta. E non è detto che da qui a poco sarà lo stesso Casini ad imitare Patriciello e compagni, se, come pare, Pdl e Pd rafforzeranno l’asse per arrivare ad una legge elettorale che innalza notevolmente la soglia dello sbarramento, in modo da creare un bipartitismo. In tal caso l’Udc dovrà trattare con Berlusconi la resa (incondizionata?) e sciogliersi nel Popolo delle Libertà.

Di Pietro unica alternativa concreta a Iorio. 

Infine l’Onorevole Antonio Di Pietro. Nel Molise si continua a dire che il leader dell’Idv sia pronto a fare un accordo elettorale con Iorio. Non si capisce, però, quale possa essere il contenuto dell’intesa. Di Pietro sostiene la candidatura di Iorio alle regionali? Fantapolitica. Iorio sostiene la candidatura di qualche esponente dell’Idv o di un terzo alla presidenza della Giunta Regionale? Superfantapolitica. Storicamente Iorio non ha mai delegato la gestione del potere. Ha consentito la compartecipazione, ma mai la delega totale. Figurarsi, poi, se si mette nelle mani del protagonista di “Mani pulite”.

 di-pietro_i.jpg (Nella foto l’Onorevole Antonio Di Pietro)

In realtà l’Onorevole Di Pietro è l’unica speranza per un’alternativa al centro destra di Iorio, Di Giacomo, Patriciello ecc. ecc. Il centro sinistra è alla deriva totale, in Italia e nel Molise. Il Pd è destinato a lacerarsi all’infinito e, forse, anche a spaccarsi in due o tre parti.  Di Pietro oggi  è ”l’ alternativa” ed è percepito come tale anche dai cittadini Molisani. In molti gli chiederanno di scendere personalmente in campo per la Presidenza della Giunta Regionale, non intravedendo, nel panorama del centro sinistra, qualcuno che possa competere  con Iorio. E poi  c’è da capire in che modo l’Onorevole Di Pietro possa  giustificare l’alleanza con Iorio nel Molise, mentre a Roma svolge un’opposizione dura  al Governo Berlusconi. In realtà i palloncini colorati continuano a salire in cielo ed allora  giochiamo al Risiko della fantapolitica, posizionando  un soldatino sulla scacchiera e lanciando una Mongolfiera: Da qui a qualche mese Iorio chiederà la tessera dell’Italia dei Valori. Insomma: “Amico mio, se proprio la vuoi dire, dirla grande”.  

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