Macchiarola: “La conferenza programmatica serve a fare chiarezza”
La segretaria del Pd risponde agli interrogativi posti da Domenico Di Lisa.
L’ex consigliere regionale si era dichiarato contrario, in assenza di regole, alla celebrazione della Conferenza programmatica ed organizzativa, prevista per il 6 giugno, «poiché – sosteneva Di Lisa – in più occasioni le regole sono state disattese e violate». Quindi, rivolgendosi ad Annamaria Macchiarola con una lettera aperta, indirizzata anche alla stampa, Di Lisa sosteneva di aspettarsi la convocazione urgente dell’Assemblea regionale per stabilire le regole attraverso le quali discutere e assumere decisioni nella Conferenza programmatica ed organizzative. Invece questo non è accaduto. «Su quale documento programmatico si discuterà ed eventualmente si esprimerà la Conferenza? – chiedeva Di Lisa rivolgendosi a Macchiarola – Chi lo ha stilato? Sul documento programmatico c’è stato un confronto con le istanze territoriali del Partito? Quali? E con le forze sociali? Con le associazioni? E perché i forum tematici non sono stati coinvolti? Ci si confronterà su alcune idee o posizioni della segretaria? Credo sia necessario stabilirlo e saperlo prima – proseguiva la lettera aperta di Di Lisa – E ancora, chi potrà partecipare alla Conferenza? Chi lo ha stabilito? Quando? Dove? Tutti con diritto di voto? O possono partecipare solo i componenti dell’Assemblea regionale?». Secondo Di Lisa non è secondario sapere, preventivamente, se alla Conferenza può partecipare chiunque, solo i dirigenti regionali, quelli territoriali, gli iscritti o anche tutti coloro che hanno votato alle primarie, «perché – aggiungeva l’ex consigliere regionale - fortunatamente c’è ancora qualcuno che avverte il bisogno, l’esigenza di “autoconvocarsi” in assenza di luoghi, spazi, occasioni di confronto nel Partito. Mi auguro – conclude Di Lisa – che nessuno lavori ad un Partito del “meno siamo e più belli sembriamo”».
Adesso Annamaria Macchiarola risponde a Di Lisa con una lettera aperta nella quale sostiene che l’Assemblea Regionale del PD, a prescindere dal nome dato all’iniziativa, non ha stabilito per il 6 giugno la celebrazione di un congresso in senso tecnico. «Non ci sono regole per la partecipazione perché non ci sono preclusioni alla partecipazione e non c’è da decidere l’attribuzione del diritto al voto perché si tratta di una consultazione informale aperta al contributo di tutti quelli che vorranno darlo – scrive Macchiarola – Partendo dal risultato elettorale di aprile e dalla relazione che la sottoscritta sottoporrà ai presenti, ci si confronterà, sia sul profilo programmatico più rispondente al profilo identitario del partito, sia sull’assetto organizzativo più adeguato a concretizzare l’azione politica del PD”. La segretaria regionale del Partito Democratico ritiene che sia importante svolgere ordinatamente i lavori della Conferenza in programma il 6 giugno e, per questo, annuncia che in apertura verranno fissati i criteri essenziali per garantire che ciò avvenga.
«L’Assemblea Regionale sarà convocata immediatamente dopo il 6 giugno per prendere formalmente atto degli orientamenti scaturiti dalla conferenza organizzativa e programmatica – ha dichiarato Macchiarola rispondendo a Di Lisa - L’analisi del voto e delle prospettive future del Partito Democratico del Molise, sviluppatasi in Assemblea Regionale ha evidenziato un’esigenza forte, sentita, com’è normale, soprattutto all’esterno dell’assemblea, tra la gente: quella di avere una sede in cui il dibattito potesse essere allargato ben oltre i circa 50 componenti dell’organo eletto alle primarie e coinvolgere amministratori, referenti di circolo, iscritti, elettori delle primarie e simpatizzanti, considerato pure che la fase costituente degli organismi non si è completata e, oltre all’assemblea e ad un certo numero di circoli cittadini già operativi, non c’è ancora una rete strutturata e regolamentata all’interno della quale deve svolgersi l’attività di partito. Immagino – prosegue la segretaria del Pd rivolgendosi a Di Lisa – possa essere questa la difficoltà che giustifica, come tu hai voluto sottolineare, l’utilizzo dell’autoconvocazione in pubbliche assemblee». Macchiarola sostiene che l’iniziativa del 6 giugno risponde alla richiesta partecipazione, ma anche alla necessità di arrivare ad un momento di chiarezza per risolvere responsabilmente una fase di stallo, nella quale c’è il rischio di dare più spazio alla conflittualità che a creare le condizioni per il rilancio.
«Credo che a nessuno interessi stare in un PD “piccolo” per brillare di più – conclude Macchiarola - mi sembra, anzi, che, ora in particolare, non ci si possa sottrarre alla ricerca del massimo coinvolgimento tra tutti coloro che hanno a cuore il progetto del PD e, anche superando gli schemi delle primarie, (ma senza che questo si riduca ad una mera rivisitazione di assetti interni), vogliono mettere il loro impegno, il loro tempo, la loro competenza, a servizio del futuro del nostro partito».

















