Gli armatori scioperano ed i ristoratori sono in crisi
Confcommercio e Fipe chiedono il sostegno economico riservato alle categorie disagiate da particolari eventi.
“Non vogliamo che il pesce fresco, a Termoli e dintorni, diventi un piatto d’elite”. Queste le parole espresse da Paolo Santangelo presidente provinciale della Fipe, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, organizzazione aderente alla Confcommercio. Esiste una forte preoccupazione per la protesta dei pescatori e per le ricadute negative che questo evento avrà sui ristoratori, soprattutto ora che inizia la stagione estiva. Il Presidente della Confcommercio di Termoli, Giuseppe Montesanto, dichiara di appoggiare lo sciopero degli armatori che rivendicano un taglio al prezzo del petrolio. Lo stesso fa Santangelo il quale, però, sottolinea anche che sta venendo meno la parte più nobile della nostra cucina: il pesce. “Soprattutto quello termolese – afferma il presidente della Fipe – e se continua così saremo costretti davvero a fare il menù sulla base del prezzo del petrolio”. I dati resi noti sono emblematici: in questi giorni difficili su circa 220 ristoranti circa il 60% sta lavorando con pesce che arriva dalla Croazia e dai vivai. Confcommercio e Fipe temono che questa situazione travolga anche il turismo, soprattutto adesso, con l’arrivo di tante persone che trascorrono le ferie sulla costa molisana. Dunque, è il consumatore che rischia di pagare questa situazione perché, sottolineano Confcommercio e Fipe, se continua a mancare il pesce inevitabilmente il prezzo aumenta. “Sicuramente – hanno aggiunto Montesanto e Santangelo – ai ristoratori non stanno piacendo gli effetti della protesta ma ben comprenderanno le motivazioni e sposeranno la causa degli scioperanti”. Ecco quindi che i presidenti di Confcommercio e Fipe sollecitano apertamente un dialogo con le rappresentanze Regionali per arrivare ad un compromesso. Nel frattempo chiedono “che, così come esistono sostegni economici per categorie disagiate per particolari eventi, anche ai ristoratori venga riconosciuto lo stesso diritto”.

















