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Post-terremoto, il modello Iorio bacchettato da Repubblica

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Il quotidiano racconta i soldi spesi per il progetto Silcra. Il Presidente replica.

Ancora una volta la stampa nazionale si occupa di come sono stati spesi i soldi destinati alla ricostruzione del post-terremoto. Dopo La 7 adesso è La Repubblica ha sollevare il caso relativo ai “cittadini digitali che vivono tra le baracche”. Nell’articolo di Giuseppe Caporale si parla del progetto Silcra per portare il sistema wi-fi nei comuni dell’area del cratere. Immediata la replica di Iorio che in una nota inviata alla stampa afferma: “Abbiamo ricostruito un paese intero in 5 anni. Un vero record”.
Ma ecco il testo dell’articolo di Giuseppe Caporale e la replica di Iorio.

Soldi del terremoto per il wi-fi
In baracche ma “cittadini digitali”

di GIUSEPPE CAPORALE

SAN GIULIANO DI PUGLIA – Saranno pure terremotati, costretti ancora oggi a vivere nei prefabbricati di legno, costruiti dalla protezione civile subito dopo il sisma. Saranno pure trascorsi quasi sei anni da quel maledetto terremoto del 31 ottobre 2002 che ha portato morte e distruzione in Molise, ma adesso i quasi duemila residenti delle baraccopoli di San Giuliano, Colletorto e Bonefro sono “cittadini digitali”. Proprio così recita infatti lo slogan del progetto Silcra.
Un milione di euro di fondi pubblici per portare il sistema wi-fi (una connessione veloce ad Internet attraverso la banda larga) nei comuni più danneggiati dal terremoto del Molise. Il problema è che per far tornare queste famiglie nelle loro abitazioni, pare occorra ancora tempo. E così, per ora, sono “cittadini digitali”, ma tra le baracche.
Per completare le nuove case servono altri fondi pubblici. Eppure dei 550 milioni di euro erogati dallo Stato per il sisma (fino ad oggi), solo 248 sono stati effettivamente investiti per la ricostruzione, mentre 170 milioni sono stati utilizzati per il “programma di ripresa produttiva” e per “promuovere il territorio”.
Un calderone nel quale sono finiti anche finanziamenti alle attività più stravaganti: dalle selezioni per Miss Italia, passando per il progetto di ricerca sulla patata turchesca, agli impianti sciistici di Capracotta, al monitoraggio delle api, agli esperimenti per il ripopolamento delle seppie, al museo del profumo, fino alla sponsorizzazione di un reality show estivo di Mediaset. Una serie di investimenti discutibili, ora al vaglio del procuratore capo della Repubblica di Larino, Nicola Magrone, che ha aperto un’inchiesta.
Ma se da un lato per finanziare la ripresa, si continua a concedere soldi facilmente e in velocità, dall’altro, per la ricostruzione si procede molto lentamente. Secondo il commissario straordinario per il terremoto, Michele Iorio, nominato nel 2003 proprio dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, occorrono complessivamente 5 miliardi di euro per far uscire il Molise dal disagio. Non solo, la somma richiesta per la ricostruzione di San Giuliano di Puglia (1000 abitanti) è di 450 milioni di euro per le case private e un miliardo di euro per opere pubbliche “di interesse strategico”.
Il comune di Termoli, poi, appena sfiorato dalla scossa, alla fine del 2004 ha presentato un conto di 70 milioni di euro per la “ricostruzione”. Ed ecco così spuntare dal calderone degli investimenti per la “ripresa produttiva” il finanziamento per “far uscire i residenti dell’area del terremoto dall’isolamento tecnologico”: 880 mila euro, presi dal “fondo straordinario ministeriale per il sisma” ed il resto, sovvenzionato dai privati e dai quattro comuni interessati. Tutto attraverso un semplice decreto firmato dal commissario Iorio, che oltre a ricoprire anche la carica di presidente della Regione, è il leader regionale di Forza Italia.
Ma anche lo stesso progetto Silcra procede a rilento. Mancano ancora i media point nelle scuole e il “corso di alfabetizzazione digitale per gli anziani”, così come previsto nel progetto approvato. “Sarà tutto pronto entro l’estate, poi toccherà agli utenti utilizzare a pieno il sistema”, assicura il responsabile Gianfranco De Gregorio. Di certo c’è, che a due anni da questo investimento pubblico sono state attivate appena 410 connessioni wi-fi per altrettante famiglie. Seicento sono ancora in lista d’attesa. E da gennaio, la connessione sarà a pagamento.  Così, il paradosso è che nelle casette di legno dei villaggi provvisori, internet cammina (a caro prezzo) solo più velocemente. Molto perplesso don Ulisse Marinucci, 35 anni, parroco del paese: “Mi stupisce come la pubblica amministrazione, autorizzi questo tipo di investimenti, non certo primari. Si rischia di far percepire alla popolazione che vive nei prefabbricati già da sei anni, che la provvisorietà sia una condizione oramai definitiva”.

La replica di Michele Iorio

“E’ veramente ora di dire basta ad una logica strisciante che vuole mortificare, avvilire e artatamente cambiare la realtà per descrivere un Mezzogiorno sempre e comunque “covo” di inefficienza, di sprechi e di cattiva amministrazione. Il Molise ha posto in essere un’esemplare ricostruzione post sisma che in appena cinque anni, un record nazionale ed europeo, ha ricreato un intero paese: dalle fognature, alle case; dalle strade, ai servizi idrici. Un esempio positivo, che fa onore a questa regione, alle persone che lo hanno concretizzato e a quel Mezzogiorno forte, dinamico e intraprendente che intende affrontare le sue criticità e divenire motore di sviluppo per l’intero Paese. Quella di oggi è l’ennesima descrizione, a livello nazionale, di fatti e circostanze assolutamente non vere e tendenti a riportare una realtà, per fortuna, non esistente. Ad esempio si cita una mia quantificazione  dei danni del terremoto per 5 miliardi di Euro. Ho sempre parlato, ed è stato certificato dal Governo nazionale e dalla Commissione Europea, di un danno complessivo di 1 Miliardo e cinquecentomilioni di euro. In questa regione, poi, nonostante quanto affermano alcuni nostri politici locali (sonoramente sconfitti ad ogni elezione fino ad oggi tenuta) e qualche giornalista “spalleggiatore”, il terremoto c’è stato, ha prodotto danni su un’area molto ampia che copre tutta la Provincia di Campobasso. Tale condizione è stata riconosciuta dal Governo tanto da aver posto su questo territorio lo Stato di Emergenza. Tutti i fondi stanziati per la ricostruzione post-sisma sono stati interamente e unicamente spesi per ricostruire le case e gli immobili danneggiati o distrutti dal terremoto. Con fondi ordinari (non quelli straordinari affidatici per la ricostruzione post-sisma) della Regione e del Governo Nazionale, invece, ci siamo, come Governo regionale, preoccupati di affiancare alla ricostruzione infrastrutturale dei centri colpiti dal terremoto,  una ricostruzione economico-sociale dell’intera area interessata e in generale di tutto il Molise, realizzando un Programma Straordinario di Sviluppo. Programma che ha finanziato, ad esempio, la nuova rete Wi-fi, e altre iniziative  tese ad innovare la vita quotidiana dei cittadini e delle attività economiche al fine di creare crescita e benessere. Una scelta che credo saggia e che ritengo di portare ad esempio di una sana e lungimirante capacità di programmazione del futuro di un territorio in particolare, e di una regione, in generale. Ultima puntualizzazione, la ricostruzione come detto, è stata molto veloce, un vero e proprio modello. A San Giuliano è praticamente terminata, nel resto del territorio è a buon punto. Affermare il contrario è fazioso giornalisticamente, scorretto politicamente, oltraggioso istituzionalmente e soprattutto ingiusto per questa terra e per gli onesti, laboriosi e dignitosi cittadini che su essa vivono”.
 

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