“La sanità pubblica rischia l’estinzione”
Il consigliere regionale Michele Petraroia rende noto il maxi emendamento al PSR proposto dalla maggioranza.
Saranno 831 i posti letto per la sanità pubblica e 406 per quella privata. Dunque, un terzo del sistema ospedaliero viene privatizzato, Inoltre se si sommano anche i posti in day hospital e in week ospital si resta 1.064 saranno quelli pubblici e 457 quelli privati. Nello specifico: al Cardarelli 272, all’ospedale d’Isernia-Venafro 217, all’ospedale di Agnone 62, all’ospedale di Termoli – Larino 280, all’Istituto Neuromed di Pozzilli 148, alla Cattolica 127, all’Igea di Isernia 35, a Villa Ester di Boiano 57, a Villa Maria 39.
In base al territorio i posti letto per gli ospedali saranno divisi nel seguente modo: Isernia-Venafro (76.103 abitanti) 400; Agnone (13.474 abitanti) 62; Campobasso (129.262 abitanti) 495; Termoli – Larino (102.068 abitanti) 280.
Dunque in provincia di Campobasso (231.330 abitanti) 775 posti letto, in Provincia d’Isernia (89.577 abitanti) 462 posti letto.
“Con il maxi emendamento si istituiscono dei Dipartimenti Regionali che assegnano il ruolo di riferimento alle strutture ospedaliere private, Oncologico, Ginecologico e per parte il Cardiologico alla Cattolica, Neuroscienze alla Neuromed – ha dichiarato Petraroia - In pratica si svuota la sanità pubblica. Si disegna un modello che concentra nelle mani delle Università La Sapienza, la Cattolica e l’Ateneo del Molise, la tutela della salute dei cittadini confondendo gli aspetti della ricerca e della didattica con la cura. Non si integrano le politiche sociali con quelle sanitarie che restano divise in due assessorati. Si ipotizzano distretti sanitari dove comuni della cintura di Campobasso vengono accorpati con Boiano”. Inoltre a dire di Petraroia non c’è traccia della 194 e al diritto all’aborto e il consigliere regionale si chiede se di questo aspetto se ne occuperà la Cattolica. “Non c’è traccia della procreazione assistita – prosegue Petraroia – Non c’è un piano finanziario sui costi del nuovo sistema né una scheda sui risparmi e sul contenimento della spesa previsti dal piano di rientro dal debito. Cresce la burocrazia sanitaria – conclude il consigliere regionale - non si aggrediscono le duplicazioni di reparti, dipartimenti e strutture, né si superano le quattro ex-Asl”. Dunque nel consiglio regionale dell’8 luglio ci sarà battaglia sul maxi emendamento.

















