Parole grosse. Montano: “Pd, creatura indemoniata, preda di convulsioni”
L’ex segretario Udc, oggi coordinatore dell’area degli amici di Patriciello, commenta le vicende del Pd Molisano
“Quello che sta accadendo all’interno del Partito Democratico in questo periodo mi conferma nell’ idea, già espressa ad alcuni autorevoli esponenti politici dell’ex-Margherita durante la fase costituente del Partito, e cioè che il PD nascente appariva una forza politica senza tensione emotiva e ideale, creatura abnorme, figlia di gruppi di potere politico ed economico, interessati solo al loro auto mantenimento”. E’ il pensiero espresso da Alberto Montano, coordinatore dell’area dei Popolare Europei per il Pdl, ovvero la corrente dell’Europarlamentare Aldo Patriociello. In una lunga nota Montano sostiene che “nel Pd il puro esercizio organizzativo e verticistico doveva essere la compressione forzata di anime diverse e inconciliabili all’interno della nuova creatura,nata poi come indemoniata, preda di convulsioni e spinte contrastanti e autodistruttive”. Montano ritiene di trovare nelle cronache di questi giorni la conferma alle sue tesi. Il coordinatore dell’area dei Popolari Europei critica “l’uso spudorato” di un’ Istituzione importante come la Provincia di Campobasso da parte del suo presidente D’Ascanio.
(Alberto Montano)
“Uso che è tipico delle nomenclature e della tradizione comuniste in cui non vi era distinzione alcuna tra il Partito e l’Istituzione – afferma Montano – Infatti il solo fine di un uso tanto grave e spregiudicato della funzione e del ruolo assegnatogli appare essere una scalata di potere interno al PD. D’altra parte il PD appare essere l’equivoco finale della recente storia politica italiana – prosegue Montano – che invano ha tentato di realizzare non il compromesso storico, che era appunto un compromesso, ma la fusione in un progetto politico unico di due culture, due modelli di società, due scale di valori, due concezioni dell’individuo e della storia, quelli cattolico-popolari e quelli radical-socialisti, che in Italia e in Europa si sono sempre confrontati da avversari”. Montano ritiene che in assenza di un comune sentire, di valori condivisi, di radici e tradizioni unitarie, “che sono sempre fonte di rispetto anche negli scontri più forti all’interno di un partito, tutto sembra ricondursi ad una guerra senza quartiere per la conquista di un effimero potere, delegittimato oramai anche dal misero spettacolo offerto”. Infine Montano si un pensiero agli ex Margherita ed ex Popolari, “l’errore è di fondo e la sofferenza anche nella collocazione europea del PD non potrà che accelerare l’emersione delle contraddizioni – conclude Montano – Le due grandi famiglie del Partito Popolare Europeo e dei Socialisti sono ben chiare nelle loro posizioni alternative e non possono esserci equivoci come in Italia”.

















