Ruta: commissario del Pd, altrimenti potrebbe sbarcare nell’Udc
L’ex deputato punta sull’amico Fioroni per mantenere in mano il Partito. Intanto da Roma i centristi di Casini lo corteggiano
Dopo la dura sconfitta elettorale e personale, dichiarò che aveva chiuso con la politica. In realtà non era vero. I suoi nemici dicono che sta solo nascondendosi in attesa di tempi migliori. Roberto Ruta c’è. Non si vede ma c’è. E’ il grande regista dell’operazione in corso contro D’Ascanio ed ha un obiettivo preciso: prendersi il Partito Democratico Molisano e ternerlo tutto per se. Si dice che a Roma è tra i 6 parlamentari non rieletti che dovranno in qualche modo essere risarciti con qualche incarico importante. Ruta avrebbe detto a Fioroni, suo eterno sponsor, che vuole solo il Pd Molisano. Niente incarichi nazionali. Solo il Pd Molisano, tutto per se e per i suoi amici. L’impresa è possibile solo nominando Ruta Commissario del Partito. Ma a Roma hanno capito che il rischio è altissimo. Una tale forzatura scatenerebbe la rivolta di gran parte del Pd Molisano. In molti andrebbero via aderendo all’Italia dei Valori e tra questi potrebbe esserci anche D’Ascanio. Dunque, i vertici Romani sono cauti e al momento Fioroni non è nelle condizioni di forzare la mano.
Ed allora Ruta potrebbe decidere di accogliere il corteggiamento dell’Udc nazionale. Prenderebbe in mano il partito e si renderebbe libero di trattare le alleanze che ritiene più opportune. Insomma, un gioco politico a tutto campo, a partire dal Comune di Campobasso. Se sarà questa la mossa, allora D’Ascanio verrà sfiduciato e cadrà. Certo, un Ruta che sbarca nell’Udc metterebbe in difficoltà gli amici diessini che lo hanno seguito in questa avventura nel Pd. Ma questa è la politica. O un certo tipo di politica. Va detto che sul possibile sbarco di Ruta nell’Udc da molto tempo circolano voci, sempre più insistenti, negli ambienti regionali.
Insomma, nel Molise c’è grande movimento e si attendono nuovi assetti anche nel centro destra, dove Berlusconi è sempre più vicino a Patriciello e sempre più lontano da Iorio.
Tornando al Pd, va detto che l’assemblea regionale non ha prodotto alcun risultato importante. Nel corso della riunione, tenutasi presso l’Hotel San Giorgio di Campobasso, ci sono stati attimi di grande tensione e si è sfiorata la rissa. Come primo atto la segretaria regionale del Partito, Annamaria Macchiarola, ha chiesto ai giornalisti di uscire dalla sala, dimenticando, però, che all’esterno erano state collocate le casse dell’amplificazione che consentivano di ascoltare tutto ciò che accadeva durante la riunione. Al di là di questo siparietto divertente, un dato è certo: la riscossa di Macchiarola non si è avuta. La segretaria del Pd ha ripetuto ciò che aveva già dichiarato in altre occasiono, criticando D’Ascanio l’estromissione di Di Falco dalla giunta provinciale e per avere designato Nagni senza consultare il Partito. Macchiarola ha imputato a D’Ascanio la situazione di tensione e d’instabilità che si è venuta a creare nel Partito. D’Ascanio ha invece ricordato che la scelta degli assessori è una prerogativa del Presidente della Provincia, così come lo è per un sindaco o per il Presidente della Regione. Alla fine si è dichiarato pronto a riprendere il confronto partendo dall’azzeramento dell’esecutivo. Un’offerta di pace che gli amici di Ruta per il momento non hanno accolto.

















