D’Ascanio si è dimesso
Il Presidente della Provincia di Campobasso lascia alla vigilia del dibattito sulla mozione di sfiducia. Pittella: “Ciò che sta avvenendo è surreale”
Subisce un’improvvisa accelerata la crisi alla Provincia di Campobasso. Questa mattina (5 agosto 2008) il Presidente ha fatto protocollare la lettera di dimissioni. In questo modo, a due giorni dal dibattito sulla mozione di sfiducia, Nicola D’Ascanio si è dichiarato pronto ad abbandonare il campo, lasciando tutte le responsabilità, di una crisi politica devastante che travolgerà l’intero centro sinistra, nelle mani di Macchiarola, Manes Gravina e Neri, i tre consiglieri del Pd che hanno sottoscritto la mozione di sfiducia presentata dal centro destra. Oramai i margini della trattativa sono ridotti al minimo. Il gruppo Ruta è intenzionato a fare saltare tutto per poi scegliere una nuova collocazione politica dalla quale trattare, autonomamente e senza lacci, accordi per i prossimi appuntamenti elettorali. Dopo avere protocollato le dimissioni, D’Ascanio ha a disposizione 20 giorni per ritirarle. Tuttavia il varco che porta all’accordo politico è strettissimo e c’è da superare lo scoglio del 7 agosto.
In serata giunge anche la nota dell’Europarlamentare del Pd, Gianni Pittella. «Ciò che sta avvenendo in Molise è davvero surreale – afferma Pittella – Il Pd decapita se stesso, una spirale che partendo dalla provincia di Campobasso, rischia di estendersi a macchia d’olio. Mi chiedo “a chi giova?” E non so dare altra risposta: solo al Pdl, certo non ai cittadini, o al Pd e al centrosinistra – prosegue Pittella – Sono stato in questi giorni in Molise, ho incontrato forze sociali ed economiche, ho visitato aziende… il messaggio chiaro è assicurare la stabilità in un momento peraltro molto difficile. Voglio dunque unire la mia voce all’appello di superare i contrasti e ritrovare l’unità – conclude l’Europarlamentare – Fermiamo il cupio dissolvi e le polemiche che anche sul piano nazionale non fanno bene».

















