Crisi alla Provincia, Rifondazione convoca il centro sinistra
“Vogliamo verificare se ci sono le condizioni positive per il rilancio”.
Tre giorni di tregua e poi si torna a discutere della situazione politica alla Provincia di Campobasso. Ci sono diverse questioni da chiarire: le dimissioni di D’Ascanio; la mozione di sfiducia che deve essere votata; l’adesione del consigliere Grande alla maggioranza in cambio della Presidente del Consiglio provinciale; i rapporti di forza all’interno del Pd. A proposito di quest’ultimo punto, il segretario Annamaria Macchiarola in questi giorni ha mobilitato gli amici per creare un fronte “antinciucio”. Nel frattempo l’assessore regionale Velardi ha assicurato che Grande non fa parte dell’Udc e quindi non c’è alcuna intesa tra i centristi e D’Ascanio. Il Pdl ha ovviamente chiesto le dimissioni di D’Ascanio. Questo il quadro alla vigilia di Ferragosto. Intanto entra in campo Rifondazione Comunista che in una nota firmata da Mariano Mengo, presidente della commissione congressuale, e da Mauro Natalini, segretario regionale del Partito, annuncia di avere promosso un incontro fra tutte le forze politiche del centro-sinistra da tenersi lunedì 18 agosto 2008 alle ore 11 presso la propria sede in via Trieste 17 a Campobasso, per “verificare se ci sono le condizioni positive per il rilancio politico dell’ente Provincia”. Rifondazione Comunista sostiene che la crisi politica che investe la Provincia di Campobasso, impone alle forze politiche del centro-sinistra una riflessione affinché questa possa essere superata con esito positivo e condiviso al fine di porre al centro dell’iniziativa politica amministrativa dell’ente un rilancio programmatico per la soluzione dei numerosi problemi dei cittadini e del territorio, attraverso una gestione partecipata e condivisa. “Ci saremmo aspettati dal Presidente D’Ascanio una convocazione urgente a tutte le forze politiche della coalizione all’indomani del consiglio provinciale del 7 agosto – affermano Mengo e Natalizi -
Ancora una volta, i partiti sono costretti ad apprendere notizie tramite la stampa, senza essere stati nemmeno interpellati su i paventati nuovi assetti politici, scaturiti dalla bocciatura della mozione di sfiducia”.

















