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Albino Iacovone: “Gravissima assenza delle Istituzioni”

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Albino Iacovone: “Gravissima assenza delle Istituzioni”

Il Consigliere comunale di Castelverrino chiede: “perché il Prefetto e Iorio non hanno sciolto la Comunità Montana dell’Alto Molise?”

“Caro Consigliere Petraroia, per la Comunità  Montana Alto Molise  sarebbe opportuno chiedere al Prefetto di Isernia e al Presidente della Regione i  motivi per cui si sono “rimpallate” le competenze su chi doveva procedere   già  da molti mesi allo scioglimento e nomina del Commissario dopo che il  Tar e il Consiglio di Stato  avevano annullata per illegittimità  e violazione di legge la  direttiva 7222/ del 30 marzo 2006 del Presidente Iorio di proroga dei Consigli comunitari e dopo che lo  stesso Iorio con la direttiva del 24 dicembre 2007, in grave e immotivato ritardo rispetto   anche alla sentenza TAR Molise numero 638 del 18 luglio 007, li dichiarava decaduti e non operativi!!”.

 iacovone_i.jpg (Albino Iacovone)

Questa è la sollecitazione contenuta nella lettera che Albino Iacovone, consigliere  di opposizione al Comune di Castelverrino, ha inviato al Consigliere Regionale Michele Petraroia, dopo che quest’ultimo aveva sollecitato un chiarimento, da parte del Presidente della Giunta Regionale, circa i commissariamenti delle Comunità Montane, in seguito alla Legge di riordino approvata dall’Assemblea Regionale. Iacovone ricostruisce la vicenda sostenendo di essere stato mandato via dalla Comunità Montana Alto Molise in modo arbitrario. Inoltre sostiene che gli organi dell’Ente, pur dichiarati decaduti con la direttiva numero 27607 del 24 dicembre 2007 del Presidente della Regione, sono rimasti in carica “senza che nessuno dal Prefetto allo stesso Presidente della Regione  – afferma Iacovone – sia intervenuto per la nomina di un Commissario già molto prima della legge regionale numero 19 del 2008”. Dunque, per Iacovone gli organi comunitari “oltre a versare nell’ incompatibilità prevista dalla legge regionale sono potenzialmente incompatibili anche per l’effetto dell’articolo 63, comma 1, n.2 del tuel 267/2000, in quanto, in breve, si trovano a  gestire direttamente servizi nell’interesse dei Comuni stessi, come la  gestione degli impianti di depuratori delle acque, i beni silvo-pastorali  ed altri”. A dire di Iacovone con il mancato intervento del Prefetto e del Presidente della Giunta regionale si è avuta una gravissima assenza delle istituzioni. “ Le cose che ho visto e anche denunciate pubblicamente in questi ultimi tre anni, nella Comunità Montana di Agnone, sono veramente gravi – afferma Iacovone – e dispiace che la classe politico amministrativa regionale, sia di maggioranza che di minoranza, non sia mai intervenuta concretamente a sostegno delle  cose che denunciavo e alle richieste di ripristino nella legalità  e  trasparenza”.

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