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Che fine farà l’Ospedale Cardarelli?

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L’interrogativo è al centro dell’ordine del giorno presentato in Consiglio regionale dall’opposizione

Con un ordine del giorno  presentato in Consiglio Regionale le opposizioni hanno chiesto di valutare il futuro dell’Ospedale “Cardarelli” di Campobasso.  Primo firmatario  del documento è Michelangelo Bonomolo. Gli altri sono Petraroia, D’Alete, Totaro, Pangia e  Natalini. Nell’ordine del giorno si afferma che l’ospedale Cardarelli di fatto verrebbe a perdere la caratteristica e l’identità di Presidio Ospedaliero a valenza regionale trovandosi ad essere “schiacciato” tra lo scorporo dei posti letto per l’istituzione della “Azienda Ospedaliera Universitaria” da un lato e, dall’altro, dai ricoveri  operati dalla “Cattolica” che, a questo punto, non rappresenterebbe più un “polo di eccellenza” nato a completamento delle strutture pubbliche molisane. Quindi si chiede alla Giunta Regionale di esplicitare meglio “il reale numero  dei posti letto scorporati che, visto l’articolo 2 del protocollo d’intesa tra Regione Molise ed Università degli Studi del Molise, presente all’interno della delibera di Giunta n. 479 del 21 Aprile 2006 che prevede 240 posti letto come “convenuto nell’Accordo di Programma del 22/09/2005 a cui vanno aggiunti, con successiva integrazione del presente protocollo quelli correlati al numero (di norma nel rapporto di 1 a 1) degli immatricolati alle Scuole di specializzazione della Facoltà di Medicina e Chirurgia”. Inoltre si sollecita l’indicazione, in maniera inequivocabile, delle possibilità occupazionali per il personale medico, para-medico che, di fatto, verrebbero a trovarsi in sur-plus. L’ordine del giorno chiede anche di individuare  quali e quanti spazi siano necessari per la ricerca e quali strutture Ospedaliere regionali possano essere rispondenti alle necessità senza ulteriore aggravio economico per le strutture stesse, determinando, anzi, una riduzione di quelle che sono considerate spese “fisse”, mediante utilizzo di spazi altrimenti “vacanti”. “Non va dimenticata – si afferma nel documento -  la possibilità dell’offerta della recettività alberghiera ai ricercatori che, anche in questo caso, potrebbero utilizzare spazi evidentemente “vacanti” (si pensi a tal riguardo al Presidio Ospedaliero “Vietri” di Larino)”. Infine si chiede di prevedere un sistema di contabilità analitica dei costi che consenta l’individuazione dei fattori produttivi a carico del Fondo Sanitario Regionale e quelli a carico del Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica così come descritto all’articolo 7, commi 1 e 2 del DLGS 517/1999.
 

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