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Il 18 settembre “Jatevenne day”

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Il Presidente Berlusconi e il Ministro Gelmini arrivano nel Molise per inaugurare la scuola di S. Giuliano di Puglia. Il Prc prepara la protesta

Saranno a San Giuliano di Puglia per inaugurare la nuova scuola mentre è in corso il taglio del personale che nel Molise potrebbe mettere a rischio la sopravvivenza di alcuni Istituti ed anche di alcuni piccoli Comuni. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi e il Ministro della Pubblica Istruzione, Gelmini, troveranno sulla loro strada il “Jatevenne day”, la manifestazione di protesta che sta organizzando Rifondazione Comunista.
“L’obiettivo del governo delle destre sulla scuola è ormai chiaro: impoverire in tutti i sensi la scuola pubblica con tagli alle risorse (più di 8 miliardi in meno alla scuola pubblica e al sistema della conoscenza), riduzione di insegnanti, maestro unico nelle elementari, chiusura di scuole, riduzione di orario ed altri – si afferma nel comunicato del Prc che annuncia l’iniziativa – Questo è il progetto, questa è la storica scommessa che la destra vuole assolutamente vincere per dare basi stabili e durature alla società autoritaria e della disuguaglianza che essa intende governare. La visita del 18 è patrocinata dal presidente Iorio e avviene nel silenzio-assenso delle forze politiche locali; non possiamo tacere  contro coloro che portano ormai avanti il disegno di smantellamento del sistema scolastico pubblico, contro chi vuole dequalificare l’istruzione perché sa che ignoranza significa sfruttamento e sottomissione per le future generazioni. I provvedimenti della ministra penalizzano principalmente le piccole realtà regionali come la nostra – prosegue la nota -  a fronte del taglio di 150.000 insegnanti ed Ata per i prossimi tre anni, in Molise ci saranno 850 posti di lavoro in meno, si prevedono classi più numerose che comporteranno la soppressione di molte sedi scolastiche”. Nell’annunciare l’iniziativa Rifondazione Comunista attacca Iorio che si appresta ad accogliere a braccia aperte la Gelmini e Berlusconi e il Pd i cui vertici nazionali, sostiene il Prc, dichiarano la propria contrarietà troppo tardi, quando la legge è ormai fatta. “Insieme allo smantellamento della scuola pubblica assistiamo all’aumento del precariato – prosegue il Prc -  all’attacco ai diritti dei lavoratori e al contratto nazionale, alla riduzione del potere d’acquisto di salari e pensioni, a politiche di intolleranza e xenofobia”.

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  1. meno male che rifondazione ogni tanto si sveglia…

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