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Di Falco: “Vado con Iorio, non con il Pdl”

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Ufficializzato il passaggio. Con Scarabeo e Cavaliere fu creato politicamente da Ruta. Il Pd: “E’ solo trasformismo”


Per difenderlo Macchiarola & C. erano pronti addirittura a mandare per l’aria l’amministrazione provinciale di centro sinistra guidata dal centro sinistra. Il ringraziamento è stato un “ciao, ciao me vado con Iorio”. Francesco Di Falco ha fatto la scelta che gli consentirà di entrare al Consiglio Regionale se, come pare probabile, Nicola Cavaliere diventerà assessore nella Giunta Regionale che Iorio si appresta a rimpastare. Dunque, fatti due conti, fissati gli accordi con tutte le necessarie garanzie, è arrivato l’annuncio ufficiale. “Non vado con il Pdl, vado con Michele Iorio”. Questa è ciò che ha detto Francesco Di Falco per motivare il salto del fosso. Poi ha aggiunto: “L’attuale panorama politico del Molise vede oggettivamente in Michele Iorio il solo leader affidabile e coerente che porta avanti un programma operativo e concreto aperto  contributi di chi davvero vuole il bene della propria terra. Io sono uno di questi: voglio il bene della mia terra, dei miei elettori e della politica”.
Di Falco parla di fallimento del Pd. “Un progetto da cui doveva uscire una grande forza democratica di massa che avrebbe riformato il Paese attuando un nuovo modo di fare politica. Ciò per tante ragioni non c’è stato – prosegue Di Falco – Le divisioni, i distinguo, forse il bagaglio di esperienze personali, culturali e politiche di ciascuno dei maggiori esponenti politici nazionali del Pd hanno avuto la meglio. E così quella grande forza popolare che doveva dare una nuova politica all’Italia e al Molise ha saputo mettere in scena solo il vecchio spettacolo di ‘tutti contro tutti’ che è l’esatto contrario di quello che chiedono gli elettori». Di Falco lamenta il mancato riconoscimento del proprio impegno in una parte del Pd  e del centrosinistra. “Sento la responsabilità morale, politica e intellettuale di andare avanti – conclude Di Falco -  di cercare spazi e orizzonti nuovi in cui poter davvero lavorare e impegnarmi, non in inutili dibattiti, ma in confronti di idee e progetti da realizzare per costruire un Molise e un’Italia più moderni”.

Fin qui Di Falco. In serata è giunto il comunicato stampa di Annamaria Macchiarola e Danilo Leva, rispettivamente segretario e vice segretario regionali del Pd i quali affermano di avere appreso dalla stampa la notizia dell’addio di Francesco di Falco al centro-sinistra “ed il suo ingresso non nel PdL, ma  alla corte di Michele Iorio”.  Insomma, neanche un piccolo saluto. “Qualcuno imputerà al Partito Democratico l’incapacità oramai di avere  “vis actrattiva”,  altri si divertiranno a teorizzare l’esistenza di patti scellerati  con Iorio  o chissà che altro ancora – affermano Macchiarola e Leva – Crediamo, invece e più semplicemente, di vivere un momento storico di profonda crisi della politica, dei partiti e della società, in cui regnano cinismo e disincanto. I vari Scarabeo, Cavaliere e Di Falco  sono espressione di questi tempi: uomini troppo presi dalla gestione quotidiana, incapaci di vivere l’impegno politico con disinteresse e autentica tensione morale. Hanno privilegiato l’utilitarismo, la c.d politica del fare (… ma non dicono mai cosa), alle scelte valoriali – proseguono Macchiarola e Leva -  E’ successo già altre volte in passato, anche in tempi recenti, a destra come a sinistra, – basta pensare alla vicenda di Remo Grande alla Provincia di Campobasso- ma è desolante la sensazione che si prova a vedere il vuoto, prima di tutto ideale e culturale, di certe operazioni. Sembra che nulla più abbia un senso e che tutto sia possibile in una liquidità nebulosa, il c.d. FARE, che tutto avvolge e travolge”.
Macchiarola e Leva considerano pretestuose le parole utilizzate per giustificare il classico cambio di casacca, ritenendo che siamo in presenza di operazioni trasformiste, funzionali a legare la politica ai propri interessi personali o alle convenienze del momento. “Si tratta di comportamenti inaccettabili che il Partito democratico non può tollerare e dai quali prende nettamente le distanze – affermano Macchiarola e Leva – Il PD è nato per cambiare il paese e il nostro impegno è rimettere al centro della nostra azione l’idea di una politica bella, pulita, intensa, in grado di appassionare ed emozionare, ma capace  anche di mettere in campo progettualità concreta e cambiamenti che migliorino il nostro paese. Ci sarà pure un eccesso di dialettica  e di parole, ma restiamo dell’idea che a volte anche le parole servono e pesano più di altro. Così come contano i comportamenti personali,  il rispetto dell’elettorato e della volontà popolare che elegge i propri rappresentanti certamente  perchè “facciano”, ma coerentemente all’interno dello schieramento e del progetto per il quale si sono candidati . E nel progetto e nel profilo identitario del  Partito Democratico – concludo Macchiarola e Leva – resta irrinunciabile la sua alternatività al centro-destra regionale e nazionale”.

Scarabeo, Cavaliere e Di Falco sono frutti di un solo albero: quello di Roberto Ruta. L’ex parlamentare ha prodotto questa classe dirigente, il che dovrebbe indurre più di qualcuno a riflettere.

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  1. giulio sansevero says:

    A questo punto l’unica speranza per il centrosinistra e per il Pd è che anche la Macchiarola, Ruta e Danilo Leva passino con il centrodestra, pardon, con Michele Iorio.

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