Lettera aperta di Sorbo a Iorio
Il capogruppo di Città Nuova scrive al Presidente della Giunta Regionale in occasione della visita a Venafro
Riceviamo e Pubblichiamo
Gentile on. Iorio, ho appreso dagli organi di informazione che Lei domani venerdì 10 ottobre sarà a Venafro per incontrare – come recita il comunicato dell’ufficio stampa del primo cittadino – “il Sindaco, la giunta e i consiglieri di maggioranza”. Io, che in quel Comune sono consigliere comunale e capogruppo di opposizione, non ci sarò. Innanzitutto perché non sono stato invitato. E non avrei potuto esserlo visto che, incontrando soltanto i consiglieri di maggioranza, Lei viene a Venafro non per una visita istituzionale ma per una riunione politica, oserei dire una riunione di partito, il “suo” partito. Un incontro che, proprio per questo, forse sarebbe stato più opportuno non tenere nella Casa municipale, che è la casa di tutti i venafrani e non solo di una maggioranza che poi, come hanno dimostrato i risultati elettorali, rappresenta meno della metà dei venafrani. Le istituzioni vanno rispettate sempre e anche i luoghi che le ospitano non possono essere piegati in modo così plateale alle esigenze di una parte politica. Lei, che nelle istituzioni opera da tempo, dovrebbe saperlo bene. Ma tant’è, ormai assistiamo ogni giorno all’affermazione di una visione molto personale, quasi medievale, della politica che ritiene le istituzioni come cose “private”.
Non Le scrivo, comunque, per esprimere questa mia doglianza, che Lei, dal suo punto di vista, riterrà sicuramente trascurabile. Le scrivo per rivolgerLe un invito, quasi una invocazione, una sorta di supplica: faccia in modo che questa volta a Venafro resti qualcosa di concreto da questa ennesima riunione. Sono ormai tre anni che ascoltiamo le promesse e i solenni impegni che Lei i suoi “amici di turno” di Venafro andate distribuendo generosamente, soprattutto in campagna elettorale. Faccia in modo, Lei che parla sempre della “politica del fare”, che non si assista alla solita fiera delle promesse non mantenute e delle chiacchiere vuote, che da tempo caratterizzano l’azione degli amministratori venafrani. Non è la prima volta che Lei si impegna solennemente a far cadere su Venafro una “pioggia di milioni”. Due anni fa (eravamo in campagna elettorale per le regionali) gli amministratori locali ci credettero a tal punto che la giunta comunale, guidata dall’allora vicesindaco facente funzioni Nicandro Cotugno, si riunì durante le festività natalizie e adottò una delibera (la n. 249 del 28 dicembre 2006) con la quale fu “approvato” un elenco di 22 opere da finanziare per un importo complessivo di 20 milioni di euro. Quella delibera Le fu inviata affinché Lei, mantenendo le sue promesse, finanziasse quelle opere. Sono passati due anni ma il Comune di Venafro non ha visto un euro. Anzi, per la verità, negli ultimi tre anni l’Amministrazione comunale ha definitivamente perduto fondi, quasi tutti regionali, per circa 3 milioni e mezzo di euro destinati ad importanti opere pubbliche.
Lei, egregio presidente, a Venafro c’è stato già. Quel giorno c’ero anch’io. Era il 23 marzo 2007 e Lei, accompagnato dall’assessore Arco, firmò, insieme ad altri soggetti istituzionali, un accordo di programma relativo al recupero di importanti monumenti cittadini. Addirittura fu sottoscritto un piano di sistemazione dell’area circostante il Verlasce e Lei, firmando, impegnò la Regione Molise a concorrere al completamento delle opere di restauro dell’Anfiteatro “orientativamente sino ad un importo netto di euro 300.000,00 e di finanziare l’avvio degli studi e delle opere sull’area circostante per analogo importo”. Insomma si impegnò a tirare fuori 600 mila euro dei quali, però, a distanza di un anno e mezzo, nessuno ha visto nemmeno un centesimo. Per amor di verità va detto che la “sua” giunta regionale di recente, con delibera n. 848 del 29 luglio scorso, ha sottoscritto ed approvato un accordo di programma per la valorizzazione del patrimonio archeologico, storico e artistico di alcuni Comuni molisani. Il programma ha l’obiettivo di finanziare interventi infrastrutturali ed ambientali per la valorizzazione del patrimonio archeologico ai fini del rilancio turistico. Purtroppo, però, Venafro che, secondo quanto scritto proprio dalla Regione nel POR di recente approvato, è la Città molisana con il maggior numero di beni culturali vincolati, non è tra i Comuni beneficiari visto che tale accordo riguarda i Comuni di Isernia, Pietrabbondante, Sepino e Larino. Oggi Lei può segnare una svolta e farci capire che, nonostante gli attori protagonisti siano sempre gli stessi, questa volta inizia davvero una nuova stagione per Venafro. Oggi, nella riunione di partito che terrà a Venafro, lasci qualcosa di concreto a questa Città. Ci dica quando intende far adottare alla sua giunta la delibera per il cofinanziamento della “Bretella Anas” che, lo ha capito anche il sindaco, va rifinanziata. Infatti il primo cittadino ci ha fatto sapere, tramite un comunicato stampa, che Lei “ha ribadito l’impegno della regione a finanziare, con 4 milioni di euro, la realizzazione della Bretella progettata per collegare la Statale Casilina alla Variante”. Si è impegnato, insomma, ad adottare una nuova delibera, confermando ciò che noi abbiamo denunciato in questi giorni, e cioè che allo stato attuale quel finanziamento di 4 milioni di euro non c’è più e che è necessario, reperendo nuovi fondi, un nuovo atto deliberativo che ancora non è stato adottato. Infine, visto che viene a Venafro, non perda l’occasione di mettere nero su bianco anche un impegno per la salvaguardia dell’ospedale “Ss. Rosario”. Ci dica (e ci scriva), una volta per tutte, quanti posti letto avrà, per quali reparti, con quali specializzazioni e qual è il progetto concreto per il suo potenziamento. E smentisca definitivamente le notizie che parlano della chiusura della Rianimazione e del Pronto Soccorso e del trasferimento di Ortopedia ad Isernia.
Vede, caro Presidente, se fossi stato invitato a partecipare ad un incontro istituzionale e se Lei e il sindaco, anziché fare una “riunione di partito” aveste avuto il coraggio di affrontare una discussione e un confronto con l’intero Consiglio comunale, e quindi con tutta la Città, queste cose gliele avrei dette di persona e avrei preteso risposte precise e concrete. Sono costretto, invece, a scriverLe questa lettera. Con la speranza, da venafrano che ama la propria Città, che possa davvero finire il tempo dei proclami e si possa finalmente aprire la stagione dei fatti. Nell’interesse di tutti.
Antonio Sorbo
Consigliere comunale- Capogruppo di “Città Nuova”

















