Danno erariale per 1.500.000 euro
Un imprenditore e un dirigente regionale sono stati segnalati alla Corte dei Conti. Secondo atto di un’inchiesta del 2006
Ulteriori guai per un termolese, responsabile unico di un Cooperativa, e per un Dirigente di settore della Regione, segnalati alla Corte dei conti, per un danno erariale pari 1.500.000 euro, dal Nucleo di polizia Tributaria di Campobasso. Nel 2006 entrambi, insieme ad altre 12 persone, furono colpiti da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Larino, al termine di un’indagine condotta dalla Tenenza di Larino delle Fiamme Gialle e coordinata dal Magistrato Nicola Magrone che aveva consentito di scoprire una frode fiscale ed l’indebito incasso di finanziamenti comunitari.
Nel mirino dei Finanzieri finirono vari progetti operativi di sviluppo, tutti assistiti da provvidenze e sovvenzioni e riconducibili, in linea generale, al potenziamento del comparto pesca e alle relative attrezzature di supporto. La Guardia di Finanza accertò false fatture per oltre 6 milioni di Euro e quindi scattarono le ordinanze di custodia cautelare in parte in carcere e in parte ai domiciliari, mentre per altre due persone coinvolte nelle indagini scattò l’obbligo di presentarsi alla Polizia Giudiziaria. Successivamente le indagini coordinate dalla Magistratura Contabile sono passate nelle mani della sezione del Nucleo Polizia Tributaria di Campobasso che ha accerta i danni erariali pari a circa Euro 1.500.000, focalizzando precise responsabilità a capo di un termolese, amministratore unico di una cooperativa, nonché di un Dirigente di settore della Regione Molise. Il responsabile della cooperativa attraverso lo stratagemma delle false fatturazioni, avrebbe omesso di realizzare due impianti di mitilicoltura ed itticoltura pur avendo ricevuto i previsti finanziamenti pubblici, mentre nell’ambito di un progetto di potenziamento di opere portuali, anch’esse oggetto di un contributo, aveva rendicontato costi superiori a quelli effettivamente sostenuti. Il Dirigente della Regione avrebbe collaudato i lavori di costruzione di un impianto in assenza delle previste concessioni demaniali e, in ogni caso, la relativa istruttoria conteneva anche altri vizi di ordine burocratico e procedurale. L’amministratore della cooperative ed il dirigente regionale sono stati segnalati all’autorità giudiziaria alla Corte dei Conti

















