Monaco: “Il Pd attacca l’amministrazione comunale di Capracotta”
Il sindaco lancia l’allarme e dichiara di non temere la sfiducia e le elezioni
Antonio Monaco teme che dopo l’adesione all’Italia dei Valori sia iniziato un attacco del Pd all’amministrazione comunale di Capracotta, della quale è sindaco. Dichiara di averlo previsto quando, parlando con alcuni amici, disse: “C’è rimasta solo Capracotta, vedrete che tra poco qualche esponente del Partito Democratico partirà all’attacco anche di questa amministrazione”. Ma cosa sta accadendo? Perché Monaco lancia questo allarme? “Nel corso dell’ultimo consiglio comunale, dopo aver discusso ed approvato importanti provvedimenti, molti dei quali indirizzati al miglioramento dell’arredo urbano cittadino, tre consiglieri di maggioranza, Loreto Beniamino, Giuseppe Di Nucci e Luca Di Tanna, senza dare alcuna giustificazione si sono accodati a quelli di minoranza facendo venir meno il numero legale, impedendo la trattazione di un argomento all’ordine del giorno – afferma Monaco - Si è dato quindi seguito ai chiacchiericci che da alcuni giorni circolano a Capracotta e che parlano di uno scandaloso inciucio tra la minoranza consiliare ed alcuni consiglieri di maggioranza. Chiacchiericci ed inciuci riconducibili ad esponenti politici locali, dell’una e dell’altra parte, che, alla ricerca di una visibilità perduta, tentano di arrestare ciò che altri, con enormi sacrifici, vogliono invece costruire nell’interesse della comunità capracottese”. Monaco afferma che l’Amministrazione comunale di Capracotta ha bisogno di stabilità, di continuare l’azione amministrativa con uomini e donne che hanno voglia di lavorare e sacrificarsi per gli interessi della collettività. “I consiglieri di maggioranza che ieri sono usciti a testa china, silenziosamente dalla sala consiliare – prosegue il sindaco - facciano un approfondito esame di coscienza e dicano perché nel corso della riunione di maggioranza che ha preceduto il consiglio comunale non hanno espresso alcuna negatività sugli argomenti da discutere, salvo poi abbandonare l’aula quando i lavori del consiglio comunale era in via di conclusione. Si è voluto dare un segnale, inutile”. Monaco dichiara di non tollerare nessun freno all’azione amministrativa a causa dei personalismi. “A questi giochi io non ci sto – afferma ancora il sindaco – Sono un uomo libero, un pragmatico, opero e voglio continuare ad operare con solerzia, non piegherò la schiena ai voleri di chicchessia; voglio continuare l’azione amministrativa tesa a raggiungere obiettivi che ci siamo dati ad inizio del nostro mandato, e che porteranno un’innegabile e positiva trasformazione nella nostra località, senza condizionamenti esterni di nessuna sorte. Se qualcuno, burattinai e burattini della politica, pensano di piegarmi ai loro voleri per continuare a guidare un’amministrazione in balia delle bizzarrie quotidiane di chicchessia, commette un gravissimo errore. Io non mi assoggetterò al voler di coloro che credono di essere gli unti del Signore – prosegue Monaco – ne mi piegherò mai a espedienti di nessun genere per assecondare voglie e aspettative altrui. Costoro potranno far cadere l’Amministrazione comunale, e lo facciano pure, ma poi torneremo a confrontarci con la cittadinanza attraverso nuove elezioni”. Dunque, il sindaco di Capracotta dichiara di non temere la sfiducia essendo convinto che gli elettori non saranno clementi con chi, per motivazioni astruse, getta al vento gli sforzi di una programmazione finalizzata al consolidamento e alla crescita della nostra località. “Questi signori resteranno a casa senza più nuocere alla comunità capracottese – afferma Monaco - Chi vuole percorrere tale strada lo faccia, sapendo però che i capracottesi sono fortemente annoiati da quel modo di fare politica che ha imperversato a Capracotta. Noia che ha pervaso l’azione politica dei due esponenti locali che negli anni passati hanno rivestito importanti ruoli a livello regionale. Capracotta, è bene sottolinearlo, non ha avuto alcun beneficio dalla loro presenza istituzionale. Due finanziamenti, uno di 600mila (non ancora erogato) ed un altro di 160mila euro, provengono dai fondi dell’ex Art. 15 distribuiti a pioggia a tutti i Comuni molisani a seguito della immane disgrazia che causò la morte di 27 bambini ed altre calamità che hanno imperversato sulla nostra Regione. Per il resto ci si è accontentati di briciole fatte passare per grandi risultati, mentre altri comuni della nostra stessa area territoriale – conclude Monaco – beneficiavano di un fiume di denaro, milioni di euro, provenienti dei fondi della Programmazione 2000 – 2006. In ogni caso gli inciuci sono fuori dal mio modo di vedere la politica, per cui li lascio volentieri agli altri”.

















