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Cosib e Larino: sviluppo sostenibile o dannoso?

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Gianni Montesano, segretario regionale del Pdci, interviene nel dibattito  sull’adesione o meno al Cosib


Riceviamo e pubblichiamo
A Larino si sta discutendo del tipo di rapporto da avere con il nucleo industriale di Termoli, ma è una discussione che va ben oltre i confini della città frentana e che investe tutta la regione Molise e il suo modello di sviluppo.  Il punto in questione è l’adesione o meno al Cosib delle aree destinate allo sviluppo  collocate nelle piane di Larino. Non è solo una scelta localistica, ma per certi aspetti, investe la discussione sul futuro dell’area industriale di Termoli e gli assetti del sistema produttivo regionale e su cui andrebbe svolta una riflessione ampia e accurata. Insomma, decisioni  possono avere effetti molto profondi. Le piane di Larino, infatti, potrebbero costituire un punto di riferimento per una linea di sviluppo che guardi alla relazione con il  territorio, alle nuove tecnologie, alla valorizzazione delle specificità e dei prodotti locali. Il rischio concreto, invece, è che quella zona diventi una mera area di espansione del nucleo industriale di Termoli così come  oggi è strutturato. Inutile nascondere che circolano voci e ipotesi anche abbastanza preoccupanti su come potrebbe crescere quell’area: si va  da un grande impianto di trattamento dei rifiuti sino a ventilare la realizzazione di un  sito di stoccaggio di scorie nucleari, quello che doveva essere creato a Scanzano Jonico per intenderci.  Sono solo voci, per carità, ma sino a che non viene fatta chiarezza  sulla eventuale destinazione di nuove aree industriali tutto è possibile. Basti pensare alla crisi dello zuccherificio e alle incertezze sul futuro dell’impianto. Eppure nel basso Molise stanno crescendo interessanti esperienze legate alla filiera agroalimentare, pensiamo a vini o alle produzioni di olio. Già oggi non è facile la convivenza con la centrale turbogas, figuriamoci con altri megaimpianti di questo tipo. Ben altra cosa sarebbe invece indirizzare lo sviluppo dell’area cercando di creare un raccordo anche con le zone del cratere, incentivando insediamenti che siano in grado di valorizzare le specificità locali, magari guardando anche a laboratori di alta tecnologia e alla ricerca. Questo consentirebbe di delineare  una modalità di sviluppo che crei valore e occupazione cercando il giusto equilibrio con l’ambiente  senza prestarsi a megaprogetti buoni solo per le solite grandi imprese, con scarsa manodopera e a basso valore di indotto. Uno scenario, quest’ultimo, ove si  accentuerebbe lo squilibrio regionale che vedrebbe la zona del basso Molise destinata ad essere tagliata fuori da uno sviluppo industriale di qualità, discorso che  investe direttamente le scelte  del governo regionale che rischiano di  canalizzare risorse solo a vantaggio dei soliti noti, trascurando le esigenze dei lavoratori e del territorio.

Gianni Montesano
Segretario regionale del Pdci

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