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Santissimo Rosario, i dubbi di Sorbo

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Poco ottimista sul futuro dell’ospedale di Venafro, il capogruppo di Città Nuove pone alcune domande al sindaco

Riceviamo e pubblichiamo 
Mi piacerebbe condividere l’ottimismo del sindaco di Venafro circa le sorti dell’ospedale “SS. Rosario”. Purtroppo l’approvazione del Piano Sanitario Regionale, avvenuta in Consiglio regionale con l’inserimento dell’emendamento che ha aggiunto l’art. 11 al testo della proposta di legge regionale n. 126 (che modifica la legge n. 9 del 2005), rappresenta – a mio avviso – un primo passo verso il ridimensionamento del nostro ospedale. Però voglio essere ottimista e ritengo che il sindaco possa davvero aiutarci a fugare ogni preoccupazione. Basta che risponda a queste semplici domande (che rivolgo anche al presidente Iorio), in modo da consentirci, una volta tanto, di dargli ragione. E’ vero che il reparto di Ortopedia, che è trainante per l’ospedale di Venafro, sarà trasferito al “Veneziale” di Isernia? E’ vero che il Pronto Soccorso verrà smantellato e funzionerà, con il personale medico e paramedico ospedaliero, soltanto sei ore (al massimo 12) su 24 mentre per le ore restanti il servizio sarà affidato al 118 che, in sostanza, in caso di urgenze e situazioni gravi, non farà altro che “smistare” i pazienti verso gli ospedali più vicini in grado di gestire le emergenze? E’ vero che il reparto di rianimazione chiuderà e al suo posto ci sarà solo un “posto tecnico” temporaneo di terapia intensiva che non potrà contare sulla presenza continua sul posto del personale specializzato? E’ vero che a Venafro l’attività chirurgica si svolgerà su due o al massimo tre giorni a settimana, a differenza di quanto accade oggi, e che, quindi, il “Ss. Rosario” non sarà più in grado di assicurare ogni giorno prestazioni chirurgiche e di intervenire in caso di emergenze (incidenti stradali, incidenti sul lavoro ecc.), ma vi si effettueranno soltanto operazioni “programmate”? Per ora ci basterebbe che il sindaco rispondesse a queste domande dicendo che queste notizie non sono vere. Che queste cose, che sono molto concrete, non accadranno mai. In questo caso saremmo davvero contenti di aver detto cose “fuori luogo”. Restiamo, perciò, in fiduciosa attesa delle sue risposte…

     
Antonio Sorbo – Capogruppo consiliare “Città Nuova”       
 

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