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Tributi sospesi, appello al Governo

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Con la spinta dei sindaci il Consiglio regionale approva un ordine del giorno. Petraroia critica l’assenza di Iorio e attacca Vitagliano

I sindaci dei Comuni del cratere sismico sono preoccupati. La bocciatura in Senato dell’emendamento relativo all’abbattimento e restituzione dei tributi e contributi sospesi a seguito del sisma del 31 ottobre 2002 ha aperto una prospettiva drammatica, sul piano economico e sociale per tutta l’area basso molisana. Ieri (25 novembre) prima dell’inizio dei lavori del Consiglio regionale  la Conferenza dei capigruppo ha incontrato i Sindaci per concordare l’ordine del giorno poi approvato all’unanimità dal Consiglio Regionale. Ecco il testo: “Il Consiglio regionale del Molise esprime preoccupazione per la decisione assunta dal Senato in merito alla bocciatura dell’emendamento proposto per la definizione delle problematiche in ordine all’abbattimento e restituzione delle somme relative a tributi e contributi sospesi a seguito del sisma 2002; il Consiglio regionale ha sospeso i lavori per incontrare i Sindaci del cratere sismico che hanno manifestato la ferma volontà di rimettere il proprio mandato per l’impossibilità a gestire le conseguenze derivanti dalla decisione assunta dal Senato della Repubblica Italiana; dal confronto è emerso in maniera evidente che oltre alla questione dei tributi e contributi, è indispensabile che il Governo preveda adeguati finanziamenti per la prosecuzione e completamento dell’opera di ricostruzione nei territori interessati dal sisma in parola; considerato che i Sindaci hanno manifestato la volontà di una mobilitazione permanente unitamente alle loro comunità, attraverso un presidio fisso in Consiglio regionale che di fatto compromette il normale svolgimento delle attività del Consiglio; atteso che la decisione assunta dal Senato segna una palese disparità di trattamento riservato ad altre aree colpite precedentemente da medesimi eventi (Umbria e Marche); pertanto il Consiglio regionale chiede: l’accoglimento delle istanze dei Sindaci, anche invocando il principio Costituzionale di uguaglianza e di parità di trattamento per tutti i cittadini della Repubblica Italiana; al Presidente del Consiglio dei Ministri un incontro urgente, unitamente ai sindaci del cratere, al fine di: 1) definire la questione relativa all’abbattimento e alle modalità di restituzione dei tributi e contributi sospesi, adottando, nel contempo, immediati ed idonei provvedimenti diretti a bloccare l’emissione ed il pagamento di cartelle esattoriali (anche già emesse dagli enti preposti); 2) programmare i futuri stanziamenti per il completamento della ricostruzione; alla Conferenza dei Presidenti delle Regioni di condividere e sostenere le ragioni del Molise sulla questione posta, assumendo consequenziali posizioni. Il Consiglio regionale qualora le giuste richieste non trovino la necessaria attenzione e le conseguenti decisioni, si riserva ogni opportuna azione in termini di confronto istituzionale preannunciando che inviterà la Giunta regionale ad adire la via giurisdizionale nell’interesse esclusivo delle popolazioni colpite dalla calamità”. Dopo l’approvazione il Presidente del Consiglio Regionale si è impegnato a trasmettere l’Ordine del giorno al Presidente del Consiglio di Ministri, al Presidente della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e ai Parlamentari molisani.

Intanto il Consigliere Regionale Michele Petraroia (Pd) ha fortemente criticato l’assenza del Presidente della Giunta Michele Iorio, impegnato a Bruxelles per inaugurare la mostra sul Tombolo. “Con i 14 sindaci del cratere sismico che vengono a sollecitare un intervento forte della Regione, la questione della sanità al primo punto dei lavori, il confronto sul Bilancio Consuntivo 2007 al secondo punto in agenda, il documento sul POR  2007-2013 quale quarto argomento e la nuova organizzazione del servizio idrico regionale al sesto punto, sarebbe stato auspicabile la presenza del Governatore in Aula – ha dichiarato Petraroia -  A maggior ragione perché non c’è un Vice-Presidente della Giunta incaricato di seguire il confronto in  Consiglio e assumere impegni vincolanti. Eppure la grave crisi economica in atto non risparmia il Molise. Ieri l’audizione in seconda  Commissione dell’Assessore alla Programmazione su Zuccherificio e Solagrital è stata interlocutoria senza alcuna novità positiva – prosegue Petraroia -  Si è fatto riferimento alla crisi della FIAT, al settore tessile, alla produzione agricola e alle piccole imprese del commercio e dell’artigianato. L’Assessore si è impegnato a portare in Consiglio nella seduta del 2 dicembre dedicata all’esame del DPEF 2009 e alla crisi economica una proposta circa l’utilizzo di FinMolise come soggetto a cui affidare un ruolo significativo proprio su questi temi”.  Petraroia ricorda che sono a rischio migliaia di posti di lavoro nell’agro-alimentare, nella meccanica e nel tessile. “Non si intravedono soluzioni europee e sono ancora sfumati e indeterminati i provvedimenti del Governo Nazionale – prosegue Petraroia -  A ciò si aggiunge in Molise l’obbligo di restituire 1,5 miliardi di euro di tributi sospesi col sisma e la drammatica situazione in cui versa la sanità regionale con un possibile commissariamento e una mole di debiti pro-capite seconda in negativo in Italia. Credo – concluse Petraroia – che la paralisi delle Istituzioni e il fermo obbligato del Consiglio per via dell’assenza del Presidente della Giunta non è utile al Molise e non aiuta nessuno”.

Petraroia non ha risparmiato le proprie critiche nei confronti dell’Assessore alla programmazione Vitagliano per essersi opposto ad un ordine del giorno, presentato dal Consigliere del Pd, che consentiva il coinvolgimento delle Commissioni (Prima e Affari Comunitari ) nella definizione delle linee guida sullo Strumento di Attuazione Regionale e sugli altri programmi attuativi (Progetti Integrati di Sviluppo Urbano, Progetti Integrati Territoriali, A.P.Q., P.A.I., ecc. ). “La Giunta Regionale con  propri autonomi deliberati del 24 ottobre e del 14 novembre ha predisposto tutti questi adempimenti in completa solitudine e in contrasto con gli orientamenti unanimemente espressi dal Consiglio – ha dichiarato Petraroia -  Si trattava quindi di recuperare un ruolo e una dignità delle Commissioni sicuramente utile e costruttivo stante la grave crisi economica che investe la Regione”.  Petraroia definisce “un atto di arroganza politica incomprensibile” la contrarietà manifestata da Vitagliano  contro un ordine del giorno conclusivo del dibattito “che – prosegue il Consigliere del Pd – si limitava a definire solo le modalità di lavoro istituzionale su un tema che vale 1,5 miliardi di euro”. Ed infatti l’ordine del giorno è stato respinto con gli 8 voti della maggioranza, contro i 6 dell’opposizione ed una astensione.
“L’elemento di preoccupazione non è tanto l’atteggiamento di protervia ripetuto del Governo Regionale che considera il Consiglio alla stregua di un fastidio e si veda l’assenza ad un confronto simile di 5 assessori su 6 e del Presidente – conclude Petraroia -  Il vero dato negativo è che la maggioranza avalla in modo silente e complice la costante azione di svuotamento istituzionale e le diffuse umiliazioni messe in atto da una Giunta incapace di sapersi misurare con la forza delle argomentazioni nelle preposte sedi”.

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