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Dibattito sul futuro urbanistico di Campobasso

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I Comunisti Italiani criticano le scelte amministrative del Comune ed insieme ai Verdi promuovono un confronto pubblico

I Comunisti italiani di Campobasso organizzano, insieme ai Verdi, un dibattito pubblico sulla città di Campobasso, sull’assetto urbanistico, sul ridisegno dello sviluppo della città. L’iniziativa è prevista per Venerdi 28 novembre alle ore 17.30 presso l’incubatore di impresa di via Monsignor di Bologna. “L’amministrazione non riesce a cogliere le forme di protesta di settori di popolazione rispetto a quelle che sembrano essere vere e proprie azioni vessatorie di cementificazione edilizia in ogni spazio libero della città, che lascia implodere una crescita edilizia disomogenea e incontrollata di  interi quartieri – si afferma in una nota del Pdci di Campobasso – Si sbanca a piede sospinto, si costruisce a ridosso di condomini, si producono enormi volumetrie abitative a prezzi esorbitanti, si disboscano aree per costruire parchi abitativi, si sceglie di indirizzare la mobilità cittadina verso il centro città prevedendo la costruzione di migliaia di parcheggi, si favorisce la costruzione di megacondomini come spinta al mercato dell’investimento immobiliare, si concedono beni e aree comunali con lo strumento del progetto di finanza e si by-passano i vincoli edilizi con gli accordi di programma come forma sostitutiva del Piano Regolatore Generale”. A dire del Pdci l’uso di questa forma di accordi, per lo più tra insieme di istituzioni, si sovrappone e si sostituisce al ruolo decisionale del consiglio comunale, le cui competenze si trasformano in meri atti burocratici a monte del processo decisionale allocato nelle strutture pattizie. “Un processo siffatto determina, oltre che uno svuotamento della rappresentanza politica all’interno del consiglio, uno riduzione del potere di controllo sulle variazioni degli strumenti urbanistici – afferma ancora il Pdci – perché attraverso l’uso dell’accordo di programma il comune può conservare, variare, aumentare, cambiare destinazione ad alcune previsioni, derogare al piano regolatore e, in buona sostanza, far saltare le regole di un mercato competitivo tra pubblico e privato sul tema dell’abitabilità, privilegiando una crescita dell’economia cittadina concentrata nei centri commerciali e nell’edilizia privata”. Il Pdci sostiene che in questo modo non si fornisce alcun risposta alla domanda di abitazione per i ceti deboli, l’edilizia economica e popolare resta al palo, non si programma sulla base di un censimento dei fabbisogni abitativi reali e sulle infrastrutture di servizi necessarie, si evade dalla richiesta di centri per giovani e anziani e si accrescono i problemi di vivibilità e di mobilità della città, non si innalza la qualità della vita nelle periferie e nelle contrade cittadine e si rappresenta un cultura di governo strutturalmente dipendente dalla rendita finanziaria ed edilizia facendo della città non il luogo di uno sviluppo per tutti ma un business mercantile a disposizione di pochi. Con l’iniziativa di venerdì 28 novembre, inizia il percorso “che – conclude la nota del Pdci – dovrebbe portare alla costruzione di una proposta politica che superando la sterilità della politica chiacchierata, guardi realmente alle esigenze e alle aspettative dei cittadini”.

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