“Sindaco, assessore e notaio: c’è un conflitto d’interessi”
Interrogazione di Montano il quale chiede a Greco perché non vengono demoliti i fabbricati della lottizzazione “Di Cencio – Bagnoli”
Alberto Montano, Consigliere Comunale di opposizione al Comune di Termoli, ha inviato al sindaco Greco un’ interrogazione nella quale chiede perché per quale motivo, nonostante l’ordinanza numero 266 del 3 settembre 2008, firmata dal dirigente del Comune, non si provvede alla demolizione dei fabbricati della lottizzazione “Di Cencio-Bagnoli” in via Asia. Nell’interrogazione Montano sostiene che il Sindaco-Assessore all’Urbanistica era informato dell’attività in corso per la verifica di abusi commessi nella costruzione dei fabbricati della lottizzazione. “Nonostante ciò – prosegue Montano - in questo periodo, svestiti i panni di Sindaco e Assessore all’Urbanistica e rivestiti quelli di notaio, l’attuale Sindaco trascriveva atti di vendita di appartamenti siti in quei fabbricati in cui si certifica il pieno rispetto delle leggi urbanistiche e delle prescrizioni previste”. Da qui le quattro richieste contenute nell’interrogazione: “per quale motivo siano stati fatti passare 12 mesi per accertare gli abusi e 15 mesi per emettere un’ordinanza di demolizione e non si è provveduto invece all’immediato blocco delle attività edilizie con sequestro del cantiere, evitando che gli abusi continuassero ad aumentare, così come per esempio si è fatto per una minima infrazione rilevata in un piccolo chiosco di una piazza cittadina; quali sono i provvedimenti assunti e le verifiche effettuate sul rispetto dell’ordinanza di demolizione dopo otre tre mesi dalla sua emanazione; per quale motivo il Sindaco e Assessore all’Urbanistica nella sua attività di Notaio non abbia provveduto ad informare coloro che acquistavano gli appartamenti del fatto che nei fabbricati le leggi non erano state rispettate e come ha potuto certificare che tutto era legale pur sapendo che vi erano verifiche in corso sugli abusi edilizi commessi; se il Sindaco e Assessore all’Urbanistica dopo due anni e più non senta il dovere di chiudere la sua attività notarile o di dare le sue dimissioni dalla carica pubblica rivestita, essendo oramai chiaro a tutti che esiste una grave incompatibilità tra i ruoli, un palese conflitto di interessi”.

















