I Sindaci del cratere sismico si sono dimessi
Protestano con il Governo per la restituzione dei tributi e dei contributi e perché non ci sono più soldi per la ricostruzione
Con la sola eccezione del sindaco di Montorio nei Frentani, tutti gli altri primi cittadini dei Comuni che fanno parte del cosiddetto “Cratere sismico” si sono dimessi. Avevano annunciato già da molto tempo la volontà di mettere in atto la clamorosa protesta che apre squarci sconcertanti su come sono state spese le ingenti risorse finanziare per la ricostruzione post-terremoto, in seguito all’evento sismico che colpì il Basso Molise ed in particolare San Giuliano di Puglia. I Comuni del cratere sono Bonefro, Colletorto, Montorio nei Frentani, Santa Croce di Magliano, Casacalenda, Larino, Morrone del Sannio, Ururi, Castellino del Biferno, Montelongo, Provvidenti, Rotello, S. Giuliano di Puglia, Ripabottoni. Dunque, ad eccezione di quello di Montorio, che condividendo la protesta ha scelto di restare al suo posto per “non far mancare ai suoi concittadini un punto di riferimento istituzionale in un momento di difficoltà”, gli altri sindaci hanno consegnato le dimissioni al Prefetto di Campobasso, Carmela Pagano ed ora, secondo la prassi, avranno 20 giorni di tempo per ritirarle. Superato questo arco di tempo si arriverà allo scioglimento de Consigli Comunali e quindi si tornerà al voto, presumibilmente nella tornata del 6 e 7 giugno. I sindaci sono intenzionati a fare sentire le proprie ragioni rivolgendosi al Governo che ha chiesto il pagamento dei tributi e contributi che all’epoca del terremoto furono sospesi, così come avvenne in altre regioni. Respingendo l’emendamento bipartisan con il quale si chiese il blocco della restituzione dei tributi e dei contributi, il Senato ha letteralmente messo in ginocchio i cittadini che risiedono e lavorano nell’area del Cratere. Ecco, quindi, che i sindaci dei Comuni puntano all’approvazione da parte della Camera dell’emendamento presentato dall’on. Sabrina De Camillis e da altri parlamentari che prevede di ridurre del 60% le somme dovute e la dilazione del pagamento in tempi più lunghi. In sostanza si tratta delle stesse misure adottate dal governo per i terremotati di Umbria e Marche. E’ chiaro che non passando questo emendamento si verrebbe ad aprire uno scenario difficile per i Comuni, considerato anche che il Governo Nazionale ha fatto capire che non ci saranno ulteriori risorse per completare la ricostruzione post-terremoto.
Intanto Michele Petraroia, Consigliere regionale del Pd, esprime la propria solidarietà ai Sindaci dei Comuni Molisani e Pugliesi che hanno rassegnato. “Bisogna chiedere le dimissioni del Commissario Delegato Post-Terremoto, On. Angelo Michele Iorio, – afferma Petraroia in una nota diffusa alla stampa - incapace a difendere le ragioni del Molise e che con la propria gestione ha offerto più di un messaggio sbagliato alla comunità nazionale. Che sia direttamente il Sottosegretario Bertolaso ad assumersi in prima persona la responsabilità di ricostruire la prima ed unica casa a oltre due mila famiglie terremotate molisane costrette a trascorre il settimo Capodanno in alloggi provvisori e prefabbricati di legno. Ed il Parlamento approvi urgentemente l’emendamento dell’On. De Camillis sulle modalità di restituzione dei contributi equiparandoci agli altri territori italiani colpiti da calamità. In assenza di riscontri da parte del Governo Berlusconi i Sindaci del Cratere Sismico non vanno lasciati soli nella mobilitazione in difesa delle loro comunità. Uniamoci a loro – conclude il Consigliere regionale del Pd – e sosteniamo insieme a Roma le ragioni del Molise ricordando all’On. Berlusconi che avendo optato per il seggio parlamentare molisano pur non aiutandoci almeno non dovrebbe discriminarci visto che è uno dei tre deputati eletti dal Molise”.

















