Consiglio Regionale. Ordine del giorno sulla guerra a Gaza
Il documento ha avuto il voto unanime dell’Assemblea. Stessa sorte per l’odg di Tamburro per rendere sicure le fermate dell’autobus
Il Consiglio Regionale ha approvato all’unanimità due Ordini del Giorno. Il primo è stato presentato dal Consigliere Riccardo Tamburro per impegnare l’assessore ai lavori pubblici, con delega anche ai trasporti, ad attivare utili iniziative tese a rendere più sicure le fermate degli autobus che svolgono servizio di linea extraurbano. Tamburro ha ricordato i diversi, tragici casi di viaggiatori investiti in prossimità delle fermate per scarsa illuminazione delle aree o comunque per situazioni di insicurezza da monitorare, studiare, sulle quali intervenire con un piano organico in sinergia con gli enti locali e altri soggetti interessati alla problematica, riferendo dopo sei mesi al Consiglio per valutare esigenze ed impegni da assumere in merito. L’altro Ordine del Giorno approvato è quello presentato da Michele Petraroia, Natalini, Romano e Ottaviano in merito alla guerra tra Israele e Hamas nella striscia di Gaza. Il documento , “impegna il Presidente della Regione a trasmettere al Ministero degli Esteri e al Presidente del Consiglio dei Ministri la sollecitazione ad attivarsi tempestivamente in favore della pace e per un cessate il fuoco che eviti altri bagni di sangue e altre vittime innocenti”. Nel corso del dibattito il Consigliere Errico Gentile, dichiarando la sua approvazione dell’Ordine del Giorno, ha affermato di non condividere la criminalizzazione di Israele, pur sentendo il dolore per le vittime civili, ed ha invitato a partire da una pregiudiziale, se veramente si vuole la pace, quella del reciproco riconoscimento tra le parti in conflitto. Il Consigliere Antonio Chieffo, dichiarando la condivisione del documento e l’opportunità che anche il piccolo Molise faccia sentire la sua invocazione di pace il un conflitto così pericoloso, ha ricordato che occorre anche una azione culturale e religiosa per confrontarsi con le posizioni fondamentaliste delle diverse parti in conflitto, convinzioni che sono all’origine dell’acuirsi dello scontro.

















