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Approvato il Programma di promozione del turismo

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In Consiglio Regionale seconda fase del dibattito sul Piano Sanitario. L’opposizione chiede di sospendere l’immediata eseguibilità

Nella riunione di mercoledì 21 gennaio, il Consiglio regionale ha approvato il “Programma di promozione del turismo per l’anno 2008, legge regionale 13/1078 e legge regionale n. 12 /2005”.  Sul provvedimento ha relazionato il Consigliere Salvatore Muccilli che ha illustrato gli strumenti utilizzati dal piano, il sostegno ad eventi di particolare rilevanza turistica, gli incentivi al turismo scolastico, sociale e culturale, alla comunicazione, alla pubblicità e alla partecipazione a fiere e borse specializzate. Il relatore ha infine sottolineato la scarsità di risorse economiche destinate al settore, fattore che rischia di vanificare l’intervento. Nel corso del dibattito il Consigliere Pardo Antonio D’Alete ha annunziato il voto d’astensione dell’opposizione raccomandando, per il futuro, una particolare attenzione anche al turismo religioso e scolastico. Il Consigliere Michele Petraroia ha invece invitato a riconsiderare il Piano congiuntamente alla ripresa dell’esame del testo di riforma della legge di settore.

Conclusa questa fase l’Assemblea Regionale ha proseguito il dibattito avviato il giorno precedente sull’informativa della Giunta regionale relativa alle problematiche della sanità molisana.
Il Consigliere Michele Petraroia ha invitato a rivedere il Piano di rientro dal deficit, considerando il nuovo scenario della crisi economica generale. Il Consigliere del Pd ha sollecitato maggior rigore, stabilendo entro quale budget economico bisogna operare, tenendo conto dei rilievi della Corte dei Conti e quindi provvedendo a correggere lo squilibrio che esiste tra la spesa per il sistema sanitario pubblico e quello privato. “Nel considerare la sanità – ha detto Petraroia – ci si concentra troppo sulla spesa ospedaliera e c’è poca attenzione verso la medicina territoriale in merito al ruolo dei medici di base, al sistema delle guardie mediche; dei poliambulatori e si lasciano spazi alla sanità privata che svolge ruoli sostitutivi di quella pubblica”.
Il consigliere Pardo Antonio D’Alete ha invitato il Presidente Iorio a sospendere l’immediata eseguibilità della delibera di piano per poter riconsiderare alcuni problemi e per ascoltare le valutazioni degli amministratori locali. “All’ospedale di Larino la soppressione del pronto soccorso comporterà un risparmio modesto rispetto alla complessiva spesa sanitaria – ha dichiarato D’Alete – ed invece disagi ai cittadini e danni economici perché quell’attività rappresenta una fonte di produzione di redditi diretti ed indiretti per una serie d’attività collegate”. Pertanto per il Consigliere del Pd resta il problema di come utilizzare al meglio una struttura che è tra le più moderne d’Europa nell’ambito del riequilibrio tra sanità privata e pubblica con nuovi servizi che il sistema pubblico dovrebbe gestire direttamente.
“Nel realizzare questo disegno non bisogna seguire di bilanciamenti territoriali – ha dichiarato Nicandro Ottaviano – bisogna utilizzare i fondi dell’art. venti per strutturare al meglio i dipartimenti specialistici da potenziare”. Ottaviano ha chiesto una netta demarcazione tra strutture della sanità pubblica e privata ed ha rilevato che occorre un più efficiente sistema di monitoraggio per programmare su dati analitici. “Ad esempio – ha detto Ottaviano – presso l’ospedale di Venafro i dimessi di altre regioni sono il 53/54% dei pazienti ricoverati, più di quanto rilevato e questo dato sbagliato altera la conoscenza del rapporto tra mobilità attiva e passiva”.
Anche il Consigliere Michele Pangia ha chiesto il ritiro della delibera relativa al piano sanitario. Nel corso del suo intervento ha sottolineato l’assenza di dati certi che posano consentire una conoscenza approfondita delle dinamiche di settore ed ha affermato che la logica dei tagli non è efficaci. “Ci sono altre spese da ridurre per eliminando gli sprechi – ha detto Pangia -  ad esempio le  consulenze inutili”. Detto ciò Pangia ha replicato al Consigliere Bizzarro che aveva sottolineato il miglioramento della medicina di base. “Probabilmente questa considerazione sarà valida per la provincia di Isernia, non certo per quella di Campobasso – ha detto Pangia – Non condivido un criterio generale di riorganizzazione della sanità secondo bilanciamenti territoriali, tuttavia bisognerà fare una scelta di campo, se si vuole considerare i 136 comuni molisani oppure concentrare tutto sui centri maggiori. Se si vuole considerare tutto il Molise – ha aggiunto Pangia – occorrerà riconoscere che il territorio bassomolisano è oggettivamente svantaggiato rispetto a quello di Campobasso ed Isernia. Se si riconosce questa evidenza – ha concluso il Consigliere – appare immorale effettuare ulteriori tagli alle strutture esistenti in questa area perché i cittadini devono avere eguali diritti” Per queste motivazioni il Consigliere ha chiesto il ritiro della delibera di piano sanitario.
A chiusura del dibattito, il Presidente della Giunta, Michele Iorio, ha precisato che il Piano sanitario resta aperto alle correzioni che verranno richieste dal governo nazionale e alle scelte integrative sulla base di ciò che emerso durante il dibattito. Per questo il Presidente ha ribadito la volontà di lavorare in stretta collaborazione con il Consiglio attraverso un rapporto costante con la Commissione competente.In questa prospettiva il Consiglio ha ritenuto di non discutere gli Ordini del Giorno collegati al tema sanità per considerali secondo gli sviluppi della problematica.
 

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