Venafro frena Iorio: “Il SS. Rosario non si tocca”
Grande partecipazione alla manifestazione. Assenti sindaco e maggioranza. Città Nuova e La Sinistra chiedono le dimissioni di Cotugno
Ha riscosso un grande successo la manifestazione in difesa dell’ospedale Santissimo Rosario di Venafro. Si calcola che a partecipare siano stati tra i mille ed i duemila venafrani, tutti in uniti sotto l’unica bandiera della tutela del nosocomio cittadini destinato, secondo il Piano Sanitario Regionale, ad un ridimensionamento, anticamera della vera e propria chiusura. Al termine della manifestazione giungono i commenti del capogruppo di Città Nuova, Antonio Sorbo, il quale parla di “straordinaria partecipazione” e “momento fondamentale nella battaglia a difesa del nosocomio venafrano”. A dire di Sorbo i cittadini si sono riappropriati del proprio ruolo, rivendicando con forza il proprio orgoglio e lo spirito di appartenenza. “Speriamo che la grande partecipazione della gente scuota finalmente le coscienze di chi, alla Regione, continua a pensare di poter calpestare la dignità di una intera comunità con la complicità di alcuni inetti ed interessati esponenti politici locali – ha detto Sorbo – E’ grave constatare che alla manifestazione che ha visto scendere in piazza i venafrani siano risultati assenti, eccetto Sergio Petrecca e Raimondo Santilli, praticamente tutti i consiglieri e gli assessori della maggioranza. Ancor più grave è l’assenza del sindaco Nicandro Cotugno che, nella sua veste di primo cittadino di Venafro, avrebbe dovuto rispondere all’appello del popolo. Non possiamo non rimarcare, in particolare – prosegue il capogruppo di Città Nuova - l’assenza dei rappresentanti al Comune di Venafro dell’Italia dei Valori, Nico Palumbo e Adriano Iannacone, che fino a pochi giorni fa stavano raccogliendo le firme davanti all’ospedale in difesa del “Ss. Rosario” ed oggi non hanno avuto la sensibilità di essere presenti nonostante il circolo locale del loro partito abbia lanciato ieri un appello a tutti i cittadini a partecipare. Probabilmente – afferma ancora Sorbo – sono più interessati a difendere la propria poltrona che gli interessi reali della città. E non è passata inosservata, per quanto ci riguarda, nemmeno l’assenza dei due rappresentanti al Palazzo di Città del circolo “Venafrum” che non hanno inteso partecipare “all’importante momento di democrazia” non condividendo, evidentemente, le dichiarazioni rese in questi giorni dal consigliere regionale Scarabeo e dal presidente del circolo Pettorosso”.
A dire del capogruppo di Città Nuova dalla manifestazione sono arrivati forti e chiari due messaggi. “Il primo, indirizzato a Michele Iorio e alla giunta regionale, che l’ospedale di Venafro non si tocca e che i venafrani sono pronti a battersi fino in fondo, come già accaduto qualche anno fa per la turbogas – afferma Sorbo – . Il secondo ha come destinatario il sindaco di Venafro: i venafrani sono scesi in piazza in massa perché non si sentono più rappresentati e tutelati dal primo cittadino e dalla sua amministrazione. Quando il popolo scende in piazza per difendere i propri diritti un sindaco deve stare al fianco della gente, non chiuso in una stanza magari a sperare che piova”. Il capogruppo di Città Nuova invita Nicandro Cotugno a prendere atto della risposta forte dei venafrani, delle prese di distanza dalle sue posizioni dei suoi principali alleati e sostenitori e di alcuni importanti esponenti della sua maggioranza, “e quindi rassegnare le dimissioni – dichiara Sorbo - per consentire ai venafrani di scegliere un nuovo sindaco che abbia a cuore davvero i loro problemi ed ami fino in fondo Venafro. I venafrani ormai hanno capito il grave errore commesso lo scorso anno, quando hanno determinato la sua elezione a sindaco”. Il capogruppo di Città Nuova rivolge un plauso va al comitato “Pro Venafro” per avere dimostrato che la manifestazione era animata da alcuna strumentalizzazione politica ma era soltanto un’iniziativa nata spontaneamente da un gruppo di cittadini che non vogliono rimanere indifferenti e rassegnati di fronte alla agonia della nostra amata città. “La mobilitazione deve continuare fino a quando non si otterrà il risultato di scongiurare il ridimensionamento dell’ospedale – conclude Sorbo - Noi, come sempre, siamo pronti a dare il nostro contributo. E già nei prossimi giorni chiederemo al presidente del Consiglio comunale di tenere una seduta straordinaria dentro l’ospedale di Venafro”.
Conclusa la manifestazione un duro attacco al sindaco Cotugno arriva anche dall’associazione “La Sinistra”, il cui coordinatore provinciale è Marcello Cuzzone. La nota inviata alla stampa sottolinea l’assenza di Cotugno e tutta la maggioranza, ad eccezione di due soli consiglieri, “punti nell’orgoglio personale, familiare e professionale”, afferma “La sinistra”. Detto ciò si sostiene che “la posizione di Nicandro Cotugno è ormai sempre più indifendibile”.
“La gente di Venafro si è bruscamente svegliata scoprendo che il re è nudo, anzi il vero re abita ad Isernia e da lì tira i fili di Nicandro Cotugno – prosegue la nota - Nella maggioranza ci sono i consiglieri che fanno capo a Idv che una cosa proclamano il giorno prima ed un’altra fanno il giorno dopo, forse per non rischiare il posto e l’indennità di carica che da poco si sono aumentati. Quei consiglieri che fanno capo a Massimiliano Scarabeo – sostiene “La Sinistra - hanno lasciato il palcoscenico e la parola al capo, come del resto quelli dell’Idv”. A dire de “La Sinistra” esiste una frattura nella maggioranza “e qualcuno dovrà spiegare a Iorio che Venafro non è del tutto asservita ai suoi diktat”. Pertanto anche “La Sinistra” torna a chiedere con forza le dimissioni da sindaco annunciando il proprio sostegno a tutte le iniziative che i consiglieri di opposizione intraprenderanno.

















