Stop al terzo mandato per Sindaci e Presidenti di Provincia
Non c’è accordo nella maggioranza di centro destra e nel decreto legge viene cancellata la norma sollecitata dall’Anci
Nel decreto legge sul voto amministrativo, che anticipa al sabato pomeriggio le operazioni di voto, emanato dal Consiglio dei Ministri, non c’e’ la norma sul terzo mandato, per divergenze in seno alla maggioranza di governo. C’è grande amarezza tra molti sindaci e qualche Presidente della Provincia che erano già pronti a ricandidarsi, anche se il Ministro Maroni ha confermato la volontà di inserirlo nel ddl sulla Carta delle Autonomie, ma con tempi di approvazione più lunghi rispetto al voto amministrativo.
Il provvedimento era stato sollecitato in più occasioni dall’Anci e dagli amministratori dei piccoli Comuni, i quali nei giorni scorsi (il 23 gennaio 2009) si sono riunito a Roma. Tra gli amministratori presennti anche Lorenzo Coia, sindaco di Filignano e Coordinatore Molisano dell’Anci piccoli Comuni. Mauro Guerra, Sindaco di Tremezzo e Coordinatore nazionale della Consulta piccoli Comuni e Unioni dell’Anci, ha fatto il punto sulla situazione attuale, manifestando forti perplessità per le dichiarazioni dei parlamentari Collino (AN) e Valducci (FI), che dopo essere state fissate le scadenze elettorali, si sono detti contrari ad anticipare interventi sul terzo mandato per i Sindaci. “Su una questione che in questi mesi ha generato diffuse quanto legittime aspettative in vista delle elezioni di quest’anno – ha affermato Guerra – non possiamo accettare che il tutto si esaurisca con un comunicato stampa e abbiamo intenzione di esprimere le nostre motivazioni sia al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sia al Ministro dell’Interno, Roberto Maroni”. Guerra ha poi ricordato che l’Anci a Mogliano Veneto ha messo sul tavolo argomenti come la differenziazione, l’adeguatezza, le Unioni di Comuni, l’associazionismo. “Ma abbiamo registrato – ha aggiunto Guerra – come importante risposta alle aspettative ed alle peculiarità dei piccoli Comuni l’impegno del Ministro dell’Interno di superare i limiti al mandato almeno per i Comuni fino a 5000 abitanti”. Sul tema del Federalismo il Coordinatore Coia ha espresso perplessità su quell’80 % legato al soddisfacimento delle funzioni fondamentali, che il DDL garantisce ai Comuni sul presupposto che il restante 20 % provenga dalla capacità impositiva locale. “Per i piccoli Comuni e per il Molise in particolare – ha aggiunto Coia – la soglia dovrebbe essere alzata perché risulta inferiore la capacità impositiva locale per l’esiguo numero di abitanti”.

















