La sviolinata di Iorio non incanta Giardino
Il sindaco di Larino ha partecipato alla manifestazione in difesa del Vietri. Sorbo: ”Cotugno prenda esempio”. Il commento di Montesano (Pdci)
La sviolinata di Michele Iorio non è bastata. Il sindaco di Larino, Guglielmo Giardino, pur essendo schierato con il centro destra ha pensato bene che in certi momenti non è opportuno snobbare la gente. Ed allora, da politico navigato, ha indossato la fascia tricolore ed ha partecipato alla manifestazione in difesa dell’Ospedale di Larino. Circa 2000 persone hanno attraversato le strade del paese. Una replica di ciò che è accaduto a Venafro per ribadire un concetto fondamentale: no al ridimensionamento o, addirittura, alla soppressione del nosocomio. Insomma, a Larino come a Venafro, i cittadini non sono assolutamente disposti a pagare i disastri prodotti dagli altri.
Gianni Montesano (Pdci): “Lavoratori e cittadini pagano i disastri del centro destra”
“I molisani stanno pagando a caro prezzo i disastri del centro destra nella gestione della sanità regionale – ha dichiarato Gianni Montesano, segretario regionale dei Comunisti Italiani - Il Pdci è a fianco delle popolazioni di Venafro e Larino che in questi giorni si sono mobilitate in difesa delle strutture sanitarie territoriali. La gestione della sanità da parte del governo regionale è stata a dir poco fallimentare – prosegue Montesano – Prima è stato consentito l’accumulo di un deficit enorme per foraggiare clientele e amici degli amici; adesso che la situazione è esplosa, si mette mano al taglio dei servizi di assistenza fondamentali per far fronte al dissesto finanziario. Ancora una volta – conclude il segretario regionale del Pdci – sono i cittadini e i lavoratori a pagare le scelte di una classe politica che mostra un abisso fra le parole di propaganda e i fatti di una rovinosa gestione della cosa pubblica”.
Sorbo (Città Nuova): “Nicandro Cotugno prenda esempio da Giardino e chieda scusa”
La manifestazione di Larino è anche l’occasione per il capogruppo di Città Nuova, Antonio Sorbo, di invitare il sindaco di Venafro, Nicandro Cotugno, la sua amministrazione e il presidente del Consiglio comunale Nico Palumbo, a prendere esempio dagli amministratori del Comune di Larino che oggi non hanno fatto mancare il proprio sostegno alla manifestazione organizzata in difesa dell’ospedale. “Il primo cittadino Guglielmo Giardino ha sfilato insieme ai suoi concittadini in prima fila, indossando la fascia tricolore, affiancato da tutti gli assessori e da tutti i consiglieri comunali – afferma Sorbo – Giardino appartiene allo stesso partito di Nicandro Cotugno, è legato politicamente al presidente della Regione Iorio, ma non ha avuto titubanze nello scendere in piazza per difendere i diritti della propria comunità. E, a differenza di Cotugno, non si è nemmeno lontanamente sognato di minimizzare la portata di una grande manifestazione che ha avuto, in buona sostanza, le stesse dimensioni di quella tenutasi a Venafro il 24 gennaio”. A dire del capogruppo di Città Nuova gli amministratori comunali di Larino hanno dato una lezione di comportamento e di attaccamento alla propria comunità “a chi, come Nicandro Cotugno, ha deciso di starsene tranquillamente a casa mentre centinaia di persone manifestavano per difendere il proprio sacrosanto diritto alla salute”. D qui l’invito rivolto al primo cittadino, ai suoi assessori ed ai consiglieri comunali di maggioranza a chiedere scusa e prendere una decisa e ferma presa di posizione contro le scelte del governo regionale affiancando il comitato “Pro Venafro” e chi, senza sventolare bandiere partitiche e senza appartenenze politiche, si sta battendo per la difesa del “Ss. Rosario”. “Non serve stare attaccati alla poltrona mentre la propria città perde servizi, diritti e dignità – prosegue Sorbo – Il ridimensionamento dell’ospedale di Venafro, così come deciso dalla Regione e dall’Asrem, non potrà che portare alla sua definitiva chiusura nel giro di qualche mese. Questa sarebbe una sconfitta di tutti, una sconfitta che non ha colore politico. Una sconfitta soprattutto per Venafro – conclude il capogruppo di Città Nuova – Una sconfitta che i venafrani, quelli che amano davvero la propria città, non possono accettare passivamente”.

















