Lo chiede il vice presidente, Raffaele Cotugno. “Troppe lentezze nell’affidamento dei lavori e troppe spese ingiustificate”.
“È necessario rivedere la politica gestionale dell’Ente, partendo dall’abbattimento di spese assolutamente inopportune per le casse del Consorzio, che rischia di entrare in una crisi di liquidità di non poco conto”. È il commento del vicepresidente del Consorzio di Bonifica di Venafro, Raffaele Cotugno, che esprime tutte le sue preoccupazioni per il modo in cui l’ente di Bonifica è attualmente gestito. Preoccupazioni che Cotugno ha paventato anche nell’ultimo Comitato esecutivo del Consorzio, nel quale ha preso una posizione nettamente contraria, votando a sfavore, su fatti specifici. “Abbiamo un Consorzio che rischia di implodere dal punto di vista finanziario – dice Cotugno – e di tutta risposta si autorizzano straordinari e rimborsi per alcune migliaia di euro. Contestualmente ci sono ritardi inspiegabili sull’assegnazione di alcune importanti opere da realizzare, prima affidate e poi revocate, come ad esempio il raddoppio della condotta idrica che ha una dotazione finanziaria di 3 milioni di euro. Ebbene, a distanza di sette mesi tutto è ancora in alto mare, con il rischio concreto che il finanziamento venga revocato. Un’altra opera che attende da tempo di essere affidata è quella inerente la sistemazione e la pulitura dei condotti di reflusso dell’acqua, per la quale ci sono a disposizione 389 mila euro. Anche qui tutto è inspiegabilmente fermo. Il quadro, come si può ben vedere, non è incoraggiante – prosegue Cotugno – e la situazione potrebbe avere ripercussioni negative sui nostri consorziati, ossia sugli agricoltori che da questa impasse uscirebbero fortemente penalizzati”. Il problema secondo Cotugno va perciò affrontato con estrema concretezza “iniziando da una maggiore risolutezza dell’Ufficio Tecnico dell’Ente che – afferma il vicepresidente del Consorzio – si è impantanato sull’affidamento dei alcuni lavori e su altre procedure di gestione. A tal fine, sollecito maggiore risolutezza da parte del responsabile dell’area tecnica del Consorzio, che dovrebbe essere anche più vigile rispetto a problemi che possono avere una ricaduta fortemente negativa su tutti i nostri consorziati. Loro, infatti, sono il nostro patrimonio – termina Cotugno – che va salvaguardato con tutti mezzi, a cominciare con il prendere posizione contro gli sprechi, le lentezze e le farraginosità finora verificatesi all’interno del Consorzio di Bonifica”.
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