I Comunisti Italiani propongono cinque leggi di iniziativa popolare su: salario, precariato, scuola, casa e conflitto d’interesse
E’ ripartita la raccolta firme dei Comunisti italiani per la presentazione di cinque proposte di legge di iniziativa popolare. Venerdì 6 febbraio il banchetto del Pdci si è tenuto davanti allo stabilimento Fiat Powertrain per dare anche solidarietà ai lavoratori in cassa intergrazione. Erano presenti il segretario regionale Gianni Montesano, l’assessore alla provincia e membro della segreteria regionale Nicola Occhionero e il segretario della sezione Pdci nucleo industriale Dino Carafa. “Numerose le firme raccolte nell’intervallo di cambio turno – si afferma in una nota diffusa alla stampa dal Pdci - moltissimi i commenti e le richieste dei lavoratori di azioni di protesta contro lo sbarramento al 4% che limita la presentazione delle liste di sinistra alle europee”. Le cinque leggi proposte dai Comunisti italiani riguardano il tema del salario, del precariato, della scuola, la casa e il conflitto di interessi. Per il salario si chiede un meccanismo di indicizzazione tipo scala mobile che difenda il potere di acquisto. Per i contratti precari a tempo si chiede l’introduzione di un salario minimo orario garantito. Per la scuola la proposta è l’abolizione della controriforma Gelmini e l’innalzamento dell’obbligo a 18 anni. Per la casa deduzioni per i proprietari e per gli affittuari . La campagna di raccolta firme è ripresa in tutta la regione. Domenica scorsa si è svolta a Termoli con la partecipazione dei giovani della fgci, nelle prossime settimane tornerà in piazza a Campobasso e nei paesi del basso Molise e di Isernia.





























